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Chi era Alcide De Gasperi, l’uomo politico che cercava l’unità per evitare una Terza guerra mondiale?

venerdì, 2 Ottobre 2026
3 minuti di lettura

Intorno alla vita e, soprattutto, a quella di uomo politico, ovvero di statista, di Alcide De Gasperi, il lavoro degli specialisti di storia della storiografia è ancora immenso.

Da uomo qualunque a Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica italiana per ben 8 Governi di coalizione (1945/1953).

Nato il 3 aprile 1881 a Pieve di Tesino, suddito dell’Impero austro-ungarico, si spegne il 19 agosto 1954, all’età di 73 anni, a Borgo Valsugana, entrambe comuni della Provincia di Trento. Una laurea in filosofia moderna, conseguita a Vienna nel 1905; nello stesso anno assume la direzione de ‘La Voce cattolica’, sostituito l’anno successivo col quotidiano ‘Il Trentino’. Consigliere comune di Trento nel 1909 e due anni dopo siede come deputato per il collegio di Fiemme al Parlamento di Vienna.

Allo scoppio della prima guerra mondiale si prodiga per garantire la neutralità italiana e viene nominato delegato di assistenza ai profughi del sud (circa 70.000 trentini sfollati dopo l’apertura del fronte italo-austriaco. Il 25 ottobre 1918 è tra i deputati italiani al Parlamento di Vienna che proclamano la volontà delle popolazioni trentine di essere annesse all’Italia. Eletto al parlamento italiano nel 1921, già nel 1923 viene eletto segretario del Partito Popolare Italiano, di cui era cofondatore. Con l’ascesa al potere del regime fascista De Gasperi, avendone manifestato una posizione decisamente avversa, cerca la via dell’espatrio clandestino, ma viene arrestato nel 1927 e condannato a quattro anni, ma vi permane solamente 16 mesi grazie all’intervento della Santa Sede, ove trova rifugio. Nel 1929, quindi, si trasferisce a Roma con tutta la famiglia e lui lavora come bibliotecario presso il Vaticano. Da tale sede contribuisce alla riorganizzazione di un partito di ispirazione cristiana che prende forma nel 1942: la Democrazia Cristiana.

La sua famiglia

Padre di quattro figlie, avute dal matrimonio con Francesca Romani (1894/1998) con la quale ha condiviso fascismo, povertà e confino. Le figlie sono Maria Romana (1923/2022), saggista, politica e partigiana. In effetti ha dedicato la sua intera vita a raccogliere e pubblicare gli scritti e l’epistolario paterno. Nel 1964 pubblica il libro dal titolo “De Gasperi uomo solo”. È stata presidente onoraria della Fondazione De Gasperi; Lucia (1925/1966), dopo la maturità classica, frequenta la facoltà di Lettere classiche presso l’Università La Sapienza ove frequenta la FUGI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana), ove si era formata buona parte della classe dirigente della Democrazia Cristiana. Sente, nel frattempo, una profonda spiritualità e, in breve, entra in Monastero il 7 dicembre 1947 e nel 1949 Lucia pronuncia i suoi primi voti. Sostiene il padre, col quale vi è un particolarmente reciproco affetto e una ininterrotta comunicazione attraverso “L’Osservatore Romano” e altra corrispondenza epistolare, fino alla morte dello statista nel 1954. Lucia, da poco nominata madre superiore, muore ad appena 41 anni, nel 1966. La terzogenita Cecilia (1930/2025), una donna discreta e tenace. Di lei ne parla nella omelia il parroco don Alessandro Zenobbi, sottolineando come abbia portato non solo il nome ma anche l’impronta morale e spirituale. Della quarta figlia di Alcide De Gasperi, Paola, nata a Roma nel 1933, mi piace limitarmi a riportare quanto durante l’incontro al Trentino Book Festival assieme alla sorella Maria Romana sul libro dedicato all’attività del Padre Alcide “De Gasperi scrive” è stato detto: “Non rimanete attaccati al passato, entrate anche voi in politica!”

Aspetti salienti della lungimirante visione politica dello Statista

Era il 20 novembre 1948 quando a Bruxelles, Alcide De Gasperi, nel suo ruolo di Presidente del Consiglio, su invito del Comitato per le “Grandes Conférences Catholiques”, nel suo intervento afferma, tra l’altro, che: “Lo spirito di solidarietà europea potrà creare in diversi settori diversi strumenti di salvaguardia e di difesa, ma la prima difesa sta nello sforzo unitario che, comprendendo anche la Germania, elimini il pericolo della guerra e di rappresaglia”. Era in effetti il suo tenace impegno insieme a quello dei partiti della Democrazia Cristiana del reinserimento della Germania nel contesto europeo dopo il secondo conflitto mondiale, benché l’iniziale ostilità francese. Così, a fare da apripista è la nascita, col Trattato di Parigi del 18 aprile 1951, della prima organizzazione internazionale sovranazionale di cooperazione economica, la CECA (Comunità europea del Carbone e dell’acciaio).

Gli ideatori della CECA Sono stati i politici Robert Schuman (1886/1963), Jean Monnet (1888/1979), Konrad Adenauer (1876/1967) e lo stesso Alcide De Gasperi (1881/1954).

De Gasperi muore senza il suo sogno realizzato: la creazione della Difesa Comune Europea (DEC) per l’attivazione del Piano Schuman del 23 e 24 luglio 1952 inerente, appunto, alla visione di una difesa comune europea e di una costituzione europea, di cui ancora sembra un sogno lontano.

Intanto in merito a una probabile beatificazione del leader della DC, Alcide De Gasperi, di recente si è chiusa a Roma la fase diocesana sulla vita del fondatore della Democrazia Cristiana.

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