L’Iran ha convocato domenica un diplomatico ucraino a Teheran dopo l’attacco a una nave mercantile iraniana nel Mar Caspio, episodio che ha provocato la morte di un marinaio e il ferimento di altri membri dell’equipaggio.
Il Ministero degli Esteri iraniano ha presentato una protesta formale, definendo l’azione “ostile e criminale”, mentre la guerra in Medio Oriente sembra sovrapporsi sempre più al conflitto in Ucraina. Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha rivendicato sabato “risultati significativi” ottenuti con attacchi a lungo raggio nel Mar Caspio, colpendo navi impiegate per trasportare merci militari destinate all’Iran e una nave da guerra.
L’affermazione arriva in un contesto in cui Mosca utilizza da tempo i droni Shahed di progettazione iraniana, considerati dagli analisti “il missile da crociera dei poveri”. L’attacco nel Caspio si inserisce in una fase di crescente instabilità regionale: i raid sauditi contro obiettivi Houthi in Yemen, dopo gli attacchi del gruppo ribelle alle navi nel Mar Rosso, hanno ampliato la portata del conflitto mediorientale.
Sabato, la difesa aerea saudita ha intercettato due missili balistici provenienti dallo Yemen. Gli episodi nel Mar Rosso e nel Mar Caspio sono avvenuti durante una pausa nei raid statunitensi contro l’Iran, sospesi dopo 13 notti consecutive di attacchi. Il CENTCOM ha riferito di aver deviato 12 navi, messo fuori uso 2 e abbordato altre 2 per garantire la conformità.
Parallelamente, la Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha dichiarato di aver “stabilito piena autorità sullo Stretto di Hormuz”, costringendo sei navi all’ancora nelle ultime 24 ore.
Le tensioni hanno avuto un impatto immediato sui prezzi del petrolio: il Brent è sceso del 4% a 96,78 dollari al barile, mentre il WTI ha perso il 3%, attestandosi a 89,31 dollari.


