Il leader dell’opposizione turca Ozgur Ozel ha annunciato martedì le sue dimissioni dal CHP e la creazione di un nuovo partito, aggravando la crisi già profonda che affligge gli oppositori del presidente Tayyip Erdogan, alle prese con una repressione legale senza precedenti. La scissione rischia di provocare un esodo di parlamentari ed elettori dal Partito Popolare Repubblicano, laico e fondato da Mustafa Kemal Atatürk oltre un secolo fa. Ozel era stato privato della presidenza del CHP da una controversa sentenza del tribunale di maggio, che aveva annullato il congresso del 2023 e reintegrato l’ex leader Kemal Kilicdaroglu, sconfitto da Erdogan alle presidenziali del 2023. Ozel ha definito la decisione un “colpo di stato politico”, sostenendo che la magistratura stia agendo per indebolire l’opposizione.
Il governo respinge le accuse e ribadisce che la giustizia è indipendente. In un discorso appassionato davanti a oltre 80 parlamentari, Ozel ha affermato che la sua uscita dal CHP non rappresenta una resa, ma “un nuovo inizio” per contrastare Erdogan. I sostenitori hanno applaudito scandendo “Turchia libera, futuro libero”, richiamando il significato del suo cognome, “libero” in turco. La crisi dell’opposizione si è intensificata negli ultimi mesi: centinaia di funzionari locali sono stati incarcerati dalla fine del 2024, mentre figure chiave come il sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu sono in prigione da oltre un anno.
Ozel ha promesso che non abbandonerà né Imamoglu né il sindaco di Ankara Mansur Yavas. Gli analisti avvertono che il nuovo partito potrebbe favorire Erdogan nel breve periodo, dividendo ulteriormente l’opposizione. La Costituzione turca permette a Erdogan di ricandidarsi solo se le elezioni vengono anticipate prima di maggio 2028, cosa che richiede 360 voti su 600 in Parlamento.La scissione di Ozel apre una nuova fase di incertezza politica, con un’opposizione frammentata e un presidente che potrebbe consolidare ulteriormente il suo potere.





