Maggiore trasparenza nei lavori della Scuola superiore della Magistratura, ampliamento della platea dei relatori e più diffusione delle valutazioni espresse dai partecipanti ai corsi. Sono i punti portati dall’Associazione nazionale magistrati al confronto con il Comitato direttivo della Scuola, nella sede romana dell’istituzione. All’incontro hanno partecipato il Comitato direttivo della Scuola superiore della Magistratura e la Giunta esecutiva centrale dell’Anm. Sul tavolo sono finiti i temi già approvati dall’Assemblea generale dell’associazione lo scorso maggio, a partire dalla richiesta di rendere più conoscibili i percorsi decisionali interni. Tra le proposte indicate dall’Anm c’è anche la possibilità di accedere ai verbali del Comitato direttivo.
Per l’associazione dei magistrati la formazione giudiziaria deve poggiare su processi chiari, pluralismo culturale e apertura al confronto. Tre elementi che, secondo l’Anm, non riguardano soltanto l’organizzazione dei corsi, ma incidono direttamente sulla fiducia dei cittadini nella giustizia e sulla credibilità della giurisdizione.
Preziosa autonomia
La Scuola superiore della Magistratura viene riconosciuta come un’istituzione dotata di una “preziosa autonomia”, ma proprio da questa autonomia, sostiene l’Anm, derivano responsabilità rilevanti. La qualità della formazione, la trasparenza delle decisioni e la capacità di generare fiducia vengono considerate condizioni essenziali per rafforzare l’indipendenza della giurisdizione e, più in generale, la solidità dello Stato di diritto.
L’incontro, però, non ha sciolto i nodi sollevati dall’Assemblea generale. Le risposte ricevute, secondo l’Anm, “non hanno ancora allo stato consentito di superare le criticità evidenziate”. Resta quindi una distanza tra le richieste dell’associazione e le valutazioni emerse nel confronto con la Scuola.
L’Anm auspica comunque che il tavolo rappresenti l’avvio di un percorso più ampio. L’obiettivo dichiarato è superare le divergenze attuali e rendere concreti i principi richiamati: trasparenza, apertura, pluralismo e responsabilità istituzionale. Un passaggio che, nelle intenzioni dell’associazione, deve avvenire nell’interesse degli operatori della giustizia e della collettività.





