Il Regno Unito si prepara al rilascio di Shabir Ahmed, condannato nel 2012 per molteplici stupri e reati sessuali contro minori nel caso della Rochdale grooming gang. Ahmed, oggi privato della cittadinanza britannica, dovrebbe lasciare il carcere questa settimana, riaccendendo un dibattito politico e sociale che dura da oltre un decennio.
Il governo ha confermato di essere al lavoro per valutare “tutte le opzioni possibili”, ma documenti attribuiti al Servizio di Libertà Vigilata indicano che Ahmed non può essere deportato in Pakistan. La ragione risiede nell’Immigration Act del 1971, che vieta l’espulsione di chi è arrivato nel Paese prima del 1973 e ha risieduto nel Regno Unito per almeno cinque anni prima che la deportazione fosse presa in considerazione. La questione è diventata immediatamente politica. Andy Burnham, favorito per succedere a Sir Keir Starmer come primo ministro, ha scritto su X: “Come tutti, voglio che questo spregevole criminale venga espulso dal Paese. Le vittime devono venire prima.” Burnham ha chiesto ai ministri dell’Interno e degli Esteri di non escludere alcuna opzione.
Il Ministero dell’Interno ha ribadito la linea dura: “I criminali stranieri non devono avere posto nel Paese.” Ma ha anche ricordato che la deportazione richiede l’accordo del Paese di destinazione, “non sempre possibile”. Intanto, le vittime vivono giorni di paura. Una di loro, identificata come Ruby, ha dichiarato alla Maggie Oliver Foundation: “Temo per la mia sicurezza e quella dei miei figli. Il capo della banda sta per uscire, è conosciuto ovunque. Anche se non torna in zona, ha contatti. Questo mi fa sentire in pericolo.” Il caso riporta alla luce le gravi mancanze delle autorità nel 2012. All’epoca, la polizia stimò che fino a 50 ragazze potessero essere state vittime della gang, molte provenienti da contesti familiari fragili.





