Un agente di polizia di Toronto è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco durante un’operazione condotta in un appartamento collegato all’attacco di marzo contro il consolato statunitense. Lo ha annunciato il capo della polizia cittadina, Myron Demkiw, confermando che l’agente Marc Pinizzotto, 43 anni, è stato colpito mentre eseguiva un mandato di perquisizione nelle prime ore del mattino nella zona nord‑ovest della città.
Trasportato d’urgenza in ospedale, è deceduto poco dopo. Demkiw ha spiegato che il mandato riguardava “una serie di sparatorie, tra cui quella al consolato degli Stati Uniti”. L’episodio ha scosso profondamente la città e le forze dell’ordine, che hanno avviato una vasta caccia all’uomo per rintracciare Zara Jabbi, 19 anni, identificato come uno dei sospettati e considerato “armato e pericoloso”. “Chiedo a chiunque lo veda di chiamare immediatamente il 911”, ha dichiarato il capo della polizia.
La sindaca di Toronto, Olivia Chow, ha espresso il proprio cordoglio, ricordando di conoscere la madre dell’agente da vent’anni. “Il loro dolore è condiviso da tutta la città”, ha detto, sottolineando la dedizione di Pinizzotto al servizio pubblico. L’indagine si collega all’attacco avvenuto a marzo, quando due uomini spararono diversi colpi contro l’edificio del consolato USA, fortunatamente vuoto al momento dell’aggressione. Nessuno rimase ferito, ma l’ambasciatore americano in Canada, Pete Hoekstra, definì l’episodio “profondamente inquietante”.
La polizia federale canadese ha confermato che sta valutando se la sparatoria al consolato possa essere classificata come atto terroristico, sottolineando che ogni ipotesi resta aperta. La morte dell’agente Pinizzotto riporta l’attenzione sui rischi quotidiani affrontati dalle forze dell’ordine e sulla crescente complessità delle indagini legate alla sicurezza internazionale. Toronto, città solitamente pacifica, si ritrova ora al centro di un’inchiesta che intreccia criminalità locale e tensioni geopolitiche.





