A maggio 2026 migliora la fiducia dei consumatori italiani, mentre arretra quella delle imprese. È quanto emerge dalla rilevazione diffusa dall’Istat, che segnala un andamento divergente del sentiment economico nel Paese. L’indice del clima di fiducia dei consumatori sale da 90,8 a 93,4, interrompendo la flessione registrata nei mesi precedenti. Il miglioramento riguarda in particolare le aspettative sulla situazione economica generale e le valutazioni sulla condizione personale. Il clima economico passa da 82,7 a 86,2, quello futuro da 82,5 a 87,2, mentre il clima personale cresce da 93,8 a 96,0 e quello corrente da 96,9 a 98,0.
Diversa la dinamica per le imprese. L’indicatore composito Iesi scende da 95,1 a 94,1. Il calo è trainato soprattutto dai servizi di mercato, dove la fiducia passa da 98,9 a 96,8, e dalle costruzioni, in discesa da 100,8 a 99,4. Resta stabile la manifattura, ferma a 87,9, mentre il commercio al dettaglio mostra un lieve miglioramento, con l’indice che sale da 100,8 a 101,0.
Manifatturiero e costruzioni
Nel manifatturiero migliorano i giudizi sugli ordini, ma le attese sulla produzione restano sostanzialmente invariate in presenza di un accumulo di scorte. Nelle costruzioni peggiorano sia i giudizi sugli ordini e sui piani di costruzione sia le attese sull’occupazione. Più netto il deterioramento nei servizi di mercato, dove peggiorano tutte le principali componenti: giudizi sugli ordini, andamento degli affari e attese sugli ordini. Nel commercio al dettaglio, invece, il lieve aumento della fiducia è sostenuto dal miglioramento dei giudizi sulle vendite e dalla diminuzione delle scorte di magazzino, mentre le attese sulle vendite risultano in calo.
Nel commento l’Istat sottolinea come il mese di maggio sia caratterizzato da un miglioramento della fiducia dei consumatori, pur ancora sotto i livelli dei primi due mesi dell’anno, e da un rallentamento della fiducia delle imprese, concentrato nei servizi e nelle costruzioni.





