La Repubblica Democratica del Congo ha annunciato la creazione di una forza speciale dedicata alla sicurezza del settore minerario, un’iniziativa che riflette la crescente pressione internazionale sulla filiera dei minerali critici. Secondo quanto comunicato dall’Ispettorato Generale delle Miniere (IGM), il nuovo corpo avrà carattere paramilitare e sarà dispiegato nelle principali aree estrattive del Paese, con una forza prevista di oltre 20.000 unità distribuite nelle 22 province minerarie. Il progetto è sostenuto finanziariamente da Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti, che avrebbero messo a disposizione circa 100 milioni di dollari per avviare la struttura, formare il personale e garantire la sicurezza lungo l’intera catena logistica, dalla miniera ai punti di esportazione.
Da un lato, l’obiettivo dichiarato è proteggere fisicamente i siti estrattivi, spesso minacciati da gruppi armati locali; dall’altro rafforzare la tracciabilità dei minerali, elemento cruciale per accedere ai mercati internazionali e rispondere alle richieste di trasparenza dei partner occidentali. Il contesto in cui nasce questa guardia è segnato da una competizione globale sempre più intensa per il controllo delle risorse del Congo, ricchissimo di cobalto, rame, oro e altri minerali strategici.
Gli USA, in particolare, stanno consolidando una strategia definita da alcuni analisti come “minerali in cambio di sicurezza”, che prevede un maggiore coinvolgimento nelle aree instabili del Paese in cambio dell’accesso a progetti estrattivi considerati prioritari. La nuova forza paramilitare seguirà un addestramento di sei mesi e verrà dispiegata gradualmente, con le prime unità operative previste entro la fine dell’anno e una copertura completa entro il 2028.





