«Questo è solo l‘inizio». La minaccia, arrivata via mail a diverse testate giornalistiche, ha aggiunto un elemento inquietante alla raffica di allarmi bomba che tra giovedì e ieri ha investito il traffico aereo europeo e le sedi dei media irlandesi. Aerei dirottati, caccia militari in volo, aeroporti sottoposti a controlli e redazioni evacuate: una sequenza di episodi che ha alimentato i timori di una possibile campagna di guerra ibrida, senza che le autorità abbiano finora accertato una regia comune. A esprimere preoccupazione è stata anche Giorgia Meloni, che a margine della visita a Fieracavalli, a Verona, ha richiamato l‘attenzione sulla vulnerabilità delle infrastrutture civili: «Gli inquirenti stanno lavorando, non siamo in grado di dire che l‘aggressione al plasma in Francia, o i falsi allarmi bomba sugli aerei o gli attacchi ai generi alimentari siano tutti collegati, ma ci dicono tutti la stessa cosa: oggi a essere sotto attacco sono le infrastrutture civili». Per il Premier la successione degli episodi conferma la necessità di investire nella difesa e nella sicurezza, che non significa soltanto acquistare armi, ma «mettere in sicurezza la quotidianità dei cittadini».
A rendere ancora più allarmante il quadro è la rivendicazione riportata dal Financial Times: «Ciò che è accaduto questa settimana è solo una piccola parte di ciò che attende l‘Europa nel prossimo futuro». Il mittente, che si è presentato come uno dei responsabili delle minacce alle compagnie aeree, ha annunciato possibili attacchi contro velivoli, navi da crociera, metropolitane e treni e ha aggiunto che sia in preparazione una nuova ondata. L‘autenticità del messaggio non è stata accertata, mentre almeno 27 aerei risultano interessati da segnalazioni nella sola giornata di giovedì.
Dublino, redazioni evacuate
Poco prima delle 9 di ieri una mail ricevuta dall‘emittente pubblica irlandese RTÉ ha annunciato l‘esplosione di un ordigno entro 45 minuti. Il personale ha abbandonato il campus di Montrose, nel quartiere di Donnybrook, mentre la Garda, la polizia irlandese, ha raggiunto gli edifici con gli agenti dell‘unità di risposta armata per effettuare le verifiche di sicurezza. Le evacuazioni hanno interessato anche l‘Irish Independent e Marconi House, sede delle emittenti radiofoniche Newstalk e Today FM. Messaggi analoghi sarebbero arrivati a organizzazioni mediatiche nel Regno Unito e in altri Paesi europei, mentre le indagini cercano di individuare gli autori delle comunicazioni e l‘eventuale collegamento con le intimidazioni rivolte alle compagnie aeree.
Il Primo Ministro Micheál Martin ha definito preoccupante quanto accaduto e ha parlato delle conseguenze che simili iniziative possono provocare sulle attività quotidiane anche in assenza di esplosivi. Da ricordare che gli episodi precedono il vertice della Comunità politica europea, previsto il 12 novembre a Dublino, con la partecipazione di decine di capi di Stato e di governo.
Da Roma a Lisbona
Tra gli episodi di ieri figura l‘allarme sul collegamento Ryanair tra Roma e Lisbona, dopo una segnalazione ricevuta alle 7.20 locali attraverso i canali di cooperazione internazionale tra le forze di polizia. Il velivolo è stato ispezionato all‘arrivo all‘aeroporto Humberto Delgado, ma gli agenti portoghesi non hanno individuato ordigni né oggetti sospetti. La minaccia ha riguardato anche il volo di ritorno FR8197, partito per Roma con oltre due ore di ritardo dopo nuovi controlli sui passeggeri e sui bagagli. Un‘altra telefonata anonima, questa volta alla torre di controllo di Fiumicino, ha fatto scattare l‘allarme per un Wizz Air proveniente da Praga e diretto nella Capitale, deviato su Venezia per consentire le operazioni di bonifica.
Giovedì, invece, un aereo Aer Lingus partito da Dublino e diretto a Roma era stato costretto ad atterrare nella base militare francese di Évreux dopo essere stato scortato da caccia. Le verifiche non avevano rilevato esplosivi, ma l‘episodio aveva già imposto l‘adozione di misure di sicurezza straordinarie.
Caccia in Ungheria, altri allarmi in Bulgaria e Francia
L‘aeronautica militare ungherese ha fatto decollare i propri caccia per scortare tre voli civili dopo altrettante minacce, come riferito dal ministro della Difesa Romulusz Ruszin-Szendi. Gli interventi hanno interessato un Wizz Air da Bruxelles a Sofia e due velivoli provenienti da Praga, diretti rispettivamente a Cipro e Bucarest. In Bulgaria, due collegamenti da Londra e Bruxelles sono atterrati regolarmente a Sofia nonostante le segnalazioni. Il giorno precedente, tre voli Ryanair diretti nella capitale erano stati interessati da analoghi allarmi, con un aereo deviato sull‘aeroporto di Plovdiv per consentire i controlli.
Quattro ulteriori minacce hanno coinvolto velivoli in transito sul territorio francese, tutti atterrati senza problemi prima delle ispezioni degli artificieri. Secondo una fonte informata sui fatti, tre aerei hanno raggiunto Orly e uno Bordeaux, mentre le autorità francesi hanno aperto un‘indagine sull‘origine delle comunicazioni.
La pista della guerra ibrida
A sollevare nuovi interrogativi è il riferimento, contenuto nella mail ricevuta da RTÉ secondo la stampa irlandese, agli autori delle precedenti minacce contro gli aerei. Un possibile legame che non ha trovato conferme investigative e che non permette di attribuire gli episodi a una stessa organizzazione. Un account Telegram associato al gruppo estremista russo Male State, o Stato Maschile, e al suo fondatore Vladislav Pozdnyakov ha negato alla Bbc in lingua russa qualsiasi coinvolgimento nelle email recapitate agli aeroporti italiani. Il movimento, noto per posizioni misogine, omofobe e razziste, era stato dichiarato estremista e bandito dalla Russia nel 2021.
Bruxelles attiva il coordinamento
La Commissione europea ha attivato intanto il meccanismo di condivisione delle informazioni tra gli Stati membri, dopo i contatti del commissario ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas con l‘Agenzia europea per la sicurezza aerea. Bruxelles mantiene i rapporti con le autorità nazionali, alle quali spettano le indagini, mentre l‘Easa valuta le eventuali conseguenze delle minacce sui collegamenti aerei: «Prendiamo queste minacce molto sul serio. Qualsiasi minaccia contro i civili è assolutamente inaccettabile» le parole della portavoce della Commissione per i Trasporti, Anna-Kaisa Itkonen, che ha indicato nella tutela dei cittadini la priorità dell‘Unione europea.
In Italia sono gli uffici distrettuali competenti a indagare sugli allarmi che hanno coinvolto diversi scali sotto il coordinamento della Procura nazionale antimafia e antiterrorismo. L‘Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha trasmesso informative sui casi registrati, mentre resta da chiarire chi abbia inviato le minacce che, nel giro di due giornate, hanno mobilitato polizie, aeroporti e forze militari di numerosi Paesi europei.





