È ‘mogging’ la parola del 2026 secondo il Collins English Dictionary. Un termine nato ai margini della cultura digitale e diventato in pochi anni parte dello slang soprattutto della Generazione Z e della Generazione Alpha.
Il significato, nella sua versione attuale, è semplice: superare qualcuno, metterlo in ombra, apparire migliore al confronto. Nel corso dell’anno il suo utilizzo è cresciuto del 210%, contribuendo alla scelta dei lessicografi britannici.
La storia della parola, però, è meno recente di quanto possa sembrare. ‘Mogging’ viene fatto risalire all’acronimo AMOG, “alpha male of the group”, espressione comparsa intorno al 2016 negli ambienti del bodybuilding per indicare l’uomo fisicamente dominante all’interno di un gruppo. Successivamente il termine si è trasformato in verbo e ha circolato nella cosiddetta “manosphere”, prima di perdere progressivamente la sua connotazione originaria e approdare a un uso molto più ampio e ironico.
Oggi si può essere ‘mogged’ praticamente in qualsiasi situazione. Un amico si presenta a una festa con un abito decisamente più elegante del nostro? Ci ha ‘moggato’. Qualcuno prepara una torta spettacolare mentre noi arriviamo orgogliosi con il nostro dolce casalingo? Stessa sorte. Il confronto può riguardare l’aspetto, lo stile, una prestazione o perfino un oggetto: l’idea centrale resta quella di qualcuno o qualcosa che riesce a far apparire il resto meno impressionante.
La scelta racconta soprattutto la rapidità con cui Internet sta modificando il vocabolario quotidiano. Collins monitora un database composto da 27 miliardi di parole, provenienti anche dai social media, per individuare frequenza e trasformazioni del linguaggio. Secondo il direttore Alex Beecroft, ‘mogging’ dimostra come ogni generazione lasci la propria impronta sulla lingua.
Nella selezione del 2026 sono entrati anche termini legati a fenomeni molto diversi:
- ‘firewave’, riferito a una successione di incendi in un breve arco di tempo
- ‘carspreading’, che descrive la tendenza a produrre automobili sempre più grandi e pesanti
- ‘ghost job’, l’annuncio di un posto di lavoro pubblicato senza una reale intenzione di assumere





