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Papa Francesco e il mancato e atteso ritorno in Argentina

martedì, 3 Novembre 2026
1 minuto di lettura

Jorge Mario Bergoglio lasciò l’Argentina nel 2013 per partecipare al conclave. Eletto pontefice, non tornò più nel suo Paese natale. Alla sua morte, il 21 aprile 2025, quel viaggio rimase un desiderio espresso pubblicamente e mai realizzato.

Il confronto con i predecessori non italiani dell’epoca contemporanea rende questa assenza particolarmente evidente. Giovanni Paolo II tornò in Polonia nel 1979; Benedetto XVI visitò la Germania nel 2005. Entrambi lo fecero nel primo anno di pontificato. Escludendo Leone XIV, il cui pontificato è ancora agli inizi, Francesco è l’unico dei tre pontefici non italiani di questo periodo ad aver concluso il proprio pontificato senza rientrare nel Paese d’origine.

Perché non tornò? Le spiegazioni pubbliche indicano una successione di ostacoli, ma non consentono di attribuire l’assenza a un’unica causa.

Nel marzo 2023 Francesco dichiarò: «Non c’è stato alcun rifiuto di andare». Nella stessa occasione richiamò programmi modificati, complicazioni e gli effetti della pandemia sui viaggi. Ribadì inoltre la volontà di visitare l’Argentina.

Un itinerario comprendente Cile, Argentina e Uruguay era stato ipotizzato per il 2017. Secondo il racconto del pontefice, le elezioni cilene contribuirono a modificarne il calendario. La tappa argentina non si concretizzò.

Questi elementi spiegano alcuni rinvii. Non offrono, da soli, una ricostruzione completa delle valutazioni che portarono a non effettuare la visita nell’arco di dodici anni. La pandemia, per esempio, fu un ostacolo reale, ma intervenne diversi anni dopo l’elezione.

Una lettura proposta da alcuni osservatori riguarda la polarizzazione politica argentina. Una visita avrebbe potuto essere interpretata o utilizzata dalle diverse fazioni come un segnale a proprio favore. Si tratta tuttavia di un’interpretazione giornalistica.

È legittimo domandarsi quale peso abbiano avuto la prudenza politica, le priorità pastorali e le difficoltà organizzative. Non è invece possibile ricavare dall’assenza, in sé, la dimostrazione di ragioni nascoste o di impedimenti giudiziari.

Il dubbio riguarda dunque la completezza della ricostruzione disponibile, non la veridicità delle dichiarazioni del pontefice. Per sostenere una conclusione diversa occorrerebbero documenti e riscontri specifici.

Resta un fatto storicamente significativo: Francesco visitò numerosi Paesi tra cui il Brasile nel 2013, l’Ecuador la Bolivia e il Paraguay nel 2015, la Colombia nel 2017, il Cile e il Perù nel 2018, ma non tornò mai nella sua Argentina. Le ragioni da lui indicate chiariscono una parte del percorso; quanto abbiano inciso le singole circostanze sull’esito finale rimane una questione aperta alla ricerca e all’analisi, senza trasformare le domande in accuse.

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