La fuga di Flávio Bolsonaro dal Brasile dopo la sconfitta alle presidenziali apre un nuovo fronte diplomatico tra Brasilia e Buenos Aires. Il figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, battuto al ballottaggio da Luiz Inácio Lula da Silva, ha lasciato il Paese insieme alla famiglia passando dall’Argentina prima di raggiungere gli Stati Uniti.
Le autorità argentine hanno confermato il suo ingresso con moglie e due figlie e la successiva partenza su un volo privato diretto in Ecuador, tappa del viaggio verso Miami. La vicenda rischia di aggravare rapporti già difficili tra il rieletto Lula e il presidente argentino Javier Milei.
Secondo il materiale alla base della notizia, il governo brasiliano ha convocato l’incaricata d’affari argentina per ottenere chiarimenti, mentre Buenos Aires ha negato di aver ricevuto una richiesta formale di spiegazioni. Bolsonaro aveva perso il ballottaggio del 25 ottobre contro Lula, che ha ottenuto poco meno del 52% dei voti. Il Partito Liberale ha riconosciuto la vittoria del presidente uscente, mentre il suo candidato ha contestato l’esito denunciando presunte irregolarità.
Sul senatore pesa inoltre una delicata situazione giudiziaria. È indagato in procedimenti che comprendono accuse di riciclaggio e, prima della partenza, la giustizia brasiliana gli aveva ordinato di consegnare i passaporti. Dalla Florida ha respinto le accuse, sostenendo di essere vittima di una persecuzione politica, e ha continuato a mettere in discussione il risultato elettorale.
Il passaggio attraverso l’Argentina ha assunto rapidamente anche un significato politico. Le autorità di Buenos Aires hanno affermato che Bolsonaro e i familiari disponevano di documenti validi e non avevano impedimenti legali all’ingresso nel Paese. L’episodio rischia così di trasformare una crisi politica interna brasiliana in uno scontro regionale. Tra le contestazioni sul voto, le indagini giudiziarie e il delicato ruolo assunto dall’Argentina nel viaggio verso gli Stati Uniti, la sconfitta di Bolsonaro continua a produrre conseguenze ben oltre le urne brasiliane.





