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Ucraina, Zelensky rivendica i progressi al fronte. Mosca attacca la Danimarca

Il presidente ucraino rivendica perdite record per l’esercito russo, con 54.400 militari morti o gravemente feriti in un mese
lunedì, 2 Novembre 2026
3 minuti di lettura

Nel mese di ottobre, le Forze di difesa ucraine avrebbero inflitto alle truppe russe perdite senza precedenti, riconquistando più territorio di quanto gli occupanti siano riusciti a conquistare nello stesso periodo. A rivendicarlo è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un messaggio pubblicato sui social media. “In un solo mese la Russia ha perso 54.400 militari tra morti e feriti gravi. Si tratta di un record per tutti i mesi di guerra su vasta scala”, ha dichiarato il presidente, sottolineando che il 21 ottobre è stato registrato anche il primato delle perdite giornaliere, con 2.250 militari russi fuori combattimento, secondo i dati forniti da Kiev. Zelensky ha quindi evidenziato i risultati ottenuti sul terreno: “Nel mese di ottobre, le Forze di difesa hanno liberato 96,2 chilometri quadrati di territorio ucraino, ovvero 10,4 chilometri quadrati in più rispetto a quanto gli occupanti siano riusciti a conquistare nello stesso periodo”. Il presidente ha ringraziato i militari impegnati al fronte, riconoscendo il contributo di ogni brigata e unità delle Forze armate. “La Russia sta perdendo. Noi manteniamo le nostre posizioni, liberiamo il territorio e facciamo in modo che ogni giorno di guerra costi all’aggressore il più possibile”, ha affermato. Infine, Zelensky ha ribadito la necessità di una svolta diplomatica per porre fine alle ostilità: “Per fermare queste perdite folli, alla Russia basta optare per il cessate il fuoco e la diplomazia”.

Mosca accusa Copenaghen: “Enorme coinvolgimento nel conflitto”

La Danimarca sarebbe profondamente coinvolta nel conflitto ucraino e starebbe assumendo un ruolo sempre più rilevante nel sostegno alle forze armate di Kiev. È quanto ha dichiarato l’ambasciatore russo in Danimarca, Vladimir Barbin, in un’intervista all’agenzia di stampa TASS. Secondo il diplomatico, l’intenzione di Copenaghen di ordinare missili Patriot dagli Stati Uniti per trasferirli successivamente all’Ucraina rappresenterebbe “l’ennesima indicazione del fatto che la Danimarca non si sta concentrando su una soluzione politica e diplomatica del conflitto, ma sul finanziamento del proseguimento delle ostilità”. “Il coinvolgimento di Copenaghen nel conflitto è enorme”, ha affermato Barbin, ricordando che la Danimarca è stata tra i primi Paesi della Nato a fornire aerei da combattimento F-16 all’Ucraina e ad avviare finanziamenti diretti a favore delle imprese del complesso militare-industriale ucraino. Secondo l’ambasciatore, il Paese scandinavo fungerebbe ormai da “base produttiva per le forze armate ucraine”, contribuendo al rafforzamento delle capacità militari di Kiev. Barbin ha inoltre evidenziato l’entità del sostegno economico e militare danese, sostenendo che gli aiuti forniti sotto forma di sovvenzioni al governo ucraino abbiano già superato i 10,5 miliardi di euro.

La missione dell’Elemosiniere pontificio: aiuti e vicinanza alle vittime della guerra

Si è conclusa la missione in Ucraina di monsignor Luis Marín de San Martín, Elemosiniere del Papa, accompagnato dal sottosegretario Massimo Ralli. La delegazione si è recata nel Paese per portare la vicinanza di Papa Leone XIV alle popolazioni colpite dalla guerra e consegnare aiuti alle persone più vulnerabili. In quattro giorni, la missione ha percorso circa 2.800 chilometri, visitando dodici realtà caritative cattoliche di rito latino e greco-cattolico tra Kyiv, Zaporizhzhia, Brovary, Poltava e Fastiv. Nel corso della visita, l’Elemosiniere ha incontrato sfollati, famiglie, bambini, religiosi e operatori umanitari, raggiungendo anche rifugi antiaerei, scuole sotterranee e centri di accoglienza. Un itinerario attraverso alcune delle realtà più esposte alle conseguenze del conflitto, con l’obiettivo di sostenere chi vive quotidianamente le difficoltà della guerra.

A Zaporizhzhia distribuito pane a 2mila persone

Tra i momenti più significativi della missione, la visita a Zaporizhzhia, città situata in prossimità della linea del fronte. Qui monsignor Marín de San Martín ha distribuito il pane a circa 2.000 persone. Nella città opera un forno donato dal Papa, che permette ai religiosi di preparare e distribuire alimenti a circa 10 mila persone ogni settimana, garantendo un sostegno concreto alla popolazione in una delle aree maggiormente colpite dalle ostilità. La missione si è conclusa con le visite alle case delle Missionarie della Carità, alle strutture di DePaul Ucraina e ai centri che assistono le madri dei soldati caduti o dispersi. Un impegno rivolto non soltanto alla distribuzione di aiuti materiali, ma anche all’ascolto e alla vicinanza alle famiglie segnate dalla guerra.

Ushakov: Putin risponderebbe a una telefonata di Zelensky

Sul fronte diplomatico, il presidente russo Vladimir Putin sarebbe disposto a rispondere a un’eventuale telefonata del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. È quanto ha riferito domenica l’agenzia di stampa Interfax, citando Yuri Ushakov, collaboratore del Cremlino. “Penso che risponderebbe, ovviamente. Putin non ha mai rifiutato di dialogare”, ha dichiarato Ushakov, secondo quanto riportato dall’agenzia russa.

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