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Il Papa invoca Dio per illuminare chi decide la pace
Papa Leone XIV

Leone XIV: “Il gesto di umanità a Oleshky apra la strada a iniziative concrete di pace”

All’Angelus di Ognissanti il Pontefice richiama le parti al dialogo dopo l’azione umanitaria nella città ucraina. Un pensiero anche alle vittime delle guerre e ai defunti dimenticati
lunedì, 2 Novembre 2026
3 minuti di lettura

L’azione umanitaria a favore della popolazione civile di Oleshky rappresenta un gesto che Leone XIV ha auspicato possa aprire la strada a nuove iniziative di pace. Al termine dell’Angelus di ieri, nella solennità di Tutti i Santi, il Pontefice ha richiamato l’importanza della collaborazione tra le parti che ha consentito l’intervento, con l’auspicio che da questa esperienza possa nascere una maggiore disponibilità al confronto: “In questi giorni si è svolta l’azione umanitaria a favore della popolazione civile nella città di Oleshky. Auspico che la collaborazione tra le parti, che ha reso possibile questo doveroso gesto di umanità, faccia crescere la volontà di dialogo e porti a nuove iniziative concrete di pace”, ha affermato il Papa davanti ai fedeli riuniti in piazza San Pietro, prima di rivolgere il pensiero a tutte le persone che vivono le conseguenze dei conflitti: “Affidiamo a Maria, Regina della pace e di tutti i Santi, quanti in ogni parte del mondo soffrono a causa delle guerre”.

La santità nelle scelte di ogni giorno

Il tema della pace ha attraversato anche la riflessione dedicata alla festa di Tutti i Santi, nella quale Prevost ha ricordato la moltitudine di uomini e donne che hanno dedicato la propria esistenza a Dio e agli altri, spesso attraverso gesti e scelte che non trovano spazio nei racconti della storia, ma che per la Chiesa costituiscono una testimonianza di santità. Accanto ai santi riconosciuti ufficialmente, il Santo Padre ha richiamato tutti coloro che Dio conosce, persone di ogni provenienza, cultura e condizione, accomunate da una vita segnata dall’amore, dalla ricerca della giustizia, dalla misericordia e dalla capacità di opporsi alla violenza senza rinunciare alla mitezza: “La santità non è un privilegio per pochi, ma è una vocazione universale che interpella ciascuno di noi lì dove viviamo”, ha spiegato il Vescovo di Roma per il quale il bene compiuto da questa “moltitudine immensa” non può essere misurato attraverso numeri o calcoli, perché si manifesta nelle relazioni umane e nelle scelte che superano l’avidità e la prepotenza: “Dio vede il bene che noi non vediamo, conosce storie che noi non conosciamo, raggiunge cuori ai quali noi non abbiamo accesso” ha aggiunto Sua Santità che ha affidato alla Vergine Maria il cammino dei fedeli e la capacità di costruire la pace tanto nelle vicende internazionali quanto nella quotidianità.

Il ricordo dei martiri francescani

Dopo la preghiera mariana il Papa ha ricordato la beatificazione di Pedro da Corpa e di quattro suoi compagni, religiosi dell’Ordine dei Frati Minori uccisi in odio alla fede nel 1597, celebrata il 31 ottobre a Savannah, in Georgia, negli Stati Uniti. I cinque francescani, originari della Spagna, avevano scelto di dedicarsi all’evangelizzazione delle popolazioni americane fino al sacrificio della vita. Leone XIV ha invitato i fedeli a invocare la loro intercessione per tutti i missionari del Vangelo.

Dakar, lo sport come occasione di incontro

Uno spazio è stato riservato anche ai Giochi Olimpici Giovanili di Dakar, in Senegal, iniziati sabato e in programma fino al 13 novembre, ai quali partecipano atleti tra i 15 e i 18 anni. Il Pontefice ha ricordato il valore dell’appuntamento, primo evento olimpico organizzato nel continente africano, che accanto alle gare propone incontri educativi e culturali per favorire la conoscenza tra ragazzi di Paesi diversi: “Ecco di nuovo un segno di speranza che viene dal mondo dello sport!”, ha detto il Santo Padre, con un saluto e una benedizione rivolti ai partecipanti.

La ‘Missione con i poveri’ e l’omaggio ai defunti

Tra gli appuntamenti dei prossimi giorni, il Papa ha ricordato la ‘Missione con i poveri’, promossa dai Frati Minori a Roma dall’8 al 15 novembre, un’iniziativa che pone al centro le persone in difficoltà secondo l’esempio di Gesù e di San Francesco d’Assisi. Prevost ha espresso apprezzamento per l’impegno dei francescani e gratitudine alle istituzioni civili e alle forze dell’ordine per la collaborazione offerta. Prima di concludere ha rivolto un saluto ai pellegrini presenti in piazza San Pietro, in particolare ai fedeli siro-malabaresi con i loro Pastori, al gruppo ‘Capiteo’ di Borbiago di Mira, in provincia di Venezia, e ai partecipanti alla ‘Corsa dei Santi’, organizzata dalle Missioni Don Bosco per promuovere il valore educativo dello sport.

L’ultimo pensiero è andato alla Commemorazione di tutti i fedeli defunti, in occasione della quale il Papa celebrerà la Messa oggi al Cimitero del Verano, a Roma: “In questi giorni sentiamoci uniti nella comunione dei santi all’immensa famiglia dei fratelli e delle sorelle che ci hanno preceduto nel pellegrinaggio terreno, e preghiamo per i defunti, specialmente per quelli che nessuno ricorda” la conclusione del Pontefice.

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