«È una scelta che cambia la storia della previdenza italiana. Finora la pensione si cominciava a costruire con il primo lavoro, da oggi inizia dalla nascita» dichiara il Presidente INPS Gabriele Fava commentando la decisione del Governo di inserire nella legge di bilancio un libretto per i nuovi nati
«Le ragioni sono semplici. Nel sistema contributivo la pensione è il frutto di ciò che si accumula lungo tutta la vita, e il fattore decisivo è il tempo. Chi parte prima arriva più lontano. Diciotto anni di risparmio, che cresce e si capitalizza, valgono molto più di qualunque intervento tardivo. C’è poi una ragione di equità. I nostri giovani entrano nel lavoro più tardi, spesso con carriere discontinue, e rischiano di arrivare alla pensione con troppo poco. Da oggi ogni bambino, qualunque sia la famiglia in cui nasce, parte con qualcosa di suo. Nessuno resta indietro dalla linea di partenza», aggiunge Fava.
«È un intervento strutturale che guarda al futuro con una visione senza precedenti, prevedere una dotazione di 100 euro l’anno per ogni nato significa gettare oggi il seme della tutela, della natalità, della sostenibilità e della cultura previdenziale di domani. Un ragazzo che a diciotto anni scopre di avere già un risparmio dedicato impara che il futuro si costruisce. Con questa iniziativa diamo un boost all’educazione previdenziale che manca al nostro Paese». continua il Presidente INPS.
«Non è un bonus. È un investimento. In un Paese in cui nascono sempre meno bambini, è il messaggio più forte che lo Stato possa dare alle famiglie. I vostri figli contano, e il loro domani comincia adesso. Ringrazio il presidente Meloni e i ministri Giorgetti e Calderone che hanno creduto nella proposta» conclude.





