Nuovo colpo alla libertà di stampa in Egitto. Lina Attalah, direttrice del giornale online indipendente Mada Masr, è stata trattenuta per diverse ore dopo essere stata condannata per aver gestito un sito senza licenza.
La sentenza e le reazioni
Il tribunale del Nuovo Cairo ha disposto anche la chiusura della testata e una multa di tre milioni di sterline egiziane, circa 53.500 dollari, il massimo previsto per l’accusa contestata. Attalah è stata rilasciata dopo il pagamento della somma, ma il caso ha immediatamente suscitato la protesta delle organizzazioni per i diritti umani. Amnesty International ha parlato di «giorno buio» per il giornalismo indipendente egiziano e ha chiesto l’annullamento della sentenza.
Fondato nel 2013, Mada Masr è considerato una delle poche voci critiche ancora attive nel Paese. Secondo il Committee to Protect Journalists, la testata aveva presentato più volte domanda per ottenere la licenza prevista dalla legge sui media del 2018, ricevendo rifiuti o nessuna risposta. La sua direttrice, inoltre, sarebbe stata coinvolta negli anni in sei diverse indagini legate all’attività giornalistica. L’ultimo procedimento è scaturito dalle accuse di pubblicazione di «notizie false» e gestione di un sito non autorizzato. Tra gli elementi esaminati dagli inquirenti figurava anche un articolo sulle proteste nelle carceri egiziane.
Durante l’udienza, secondo quanto denunciato dalla difesa, il giudice avrebbe respinto diverse richieste procedurali e nominato autonomamente un avvocato per rappresentare Attalah, nonostante l’opposizione della giornalista. Dopo il rilascio, Mada Masr ha reso noto che Attalah ha appreso dell’esistenza di un’altra condanna, emessa in contumacia nel 2024, a un anno di carcere. I suoi legali hanno avviato la procedura per contestarla.
Il caso arriva poche settimane dopo le accuse rivolte a sei giornalisti della piattaforma di fact-checking Matsda2sh. L’Egitto rimane tra i Paesi con il maggior numero di giornalisti detenuti: secondo il CPJ sono attualmente 25. Per le organizzazioni internazionali, la vicenda di Mada Masr rappresenta un nuovo segnale della pressione esercitata sulle ultime voci indipendenti del Paese.





