Il Direttore di Agea, Fabio Vitale, affida a un articolato editoriale apparso oggi su Geopolitica.info le sue considerazioni sul valore strategico del comparto agro-industriale, soprattutto in questa difficile e complessa congiuntura internazionale. «In una economia globalizzata continuare a considerare la Politica agricola comune un semplice sistema di sussidi significa non comprenderne il valore strategico», scrive Vitale. Per il Direttore la PAC «non è assistenzialismo, ma uno strumento di equilibrio economico, sostenibilità e competitività», a sostegno di un settore che garantisce sicurezza alimentare, tutela del territorio e capacità produttiva nazionale. «La vera questione non è quanto costa sostenere l’agricoltura, ma quanto costerebbe al Paese non valorizzarne pienamente il potenziale».
Agricoltura e sicurezza nazionale
Al centro della riflessione c’è il legame tra agricoltura e sicurezza. «Siamo abituati a pensare alla sicurezza in termini di difesa, intelligence, energia e infrastrutture, ma molto meno in relazione alla capacità di un Paese di garantire il proprio approvvigionamento alimentare», osserva Vitale, per il quale il settore primario è ormai «una componente della sicurezza nazionale». Il Direttore riconosce al Governo e al Ministro Francesco Lollobrigida un «cambio di paradigma»: «per usare una metafora calcistica, l’Agricoltura è stata promossa in serie A», una scelta che le tensioni geopolitiche degli ultimi anni hanno confermato come «strategica e visionaria». Un impegno che si traduce in oltre 17 miliardi di euro di risorse mobilitate, cui si aggiungerà 1 miliardo e 140 milioni del “Coltiva Italia”, destinato a diventare legge il prossimo mese, con fondi specifici per l’imprenditoria agricola giovanile e femminile.
Ricambio generazionale e innovazione
Decisivo, secondo Vitale, il ricambio generazionale, «condizione essenziale per il futuro economico del Paese»: accesso alla terra, al credito e alle tecnologie, anche attraverso il recupero dei circa 4 milioni di ettari di terreni abbandonati, perché i giovani scelgano l’agricoltura «non come attività di ripiego, ma come autentica opportunità imprenditoriale».
Il Direttore indica poi un «ulteriore salto culturale»: passare da una PAC orientata alla distribuzione delle risorse a una PAC capace di contribuire alla programmazione dello sviluppo produttivo. In questa direzione va “AGEA ORIZZONTI”, la piattaforma di analisi di scenario sviluppata dall’Agenzia, che consente di studiare il potenziale produttivo dei territori, confrontare le vocazioni colturali e simulare un impiego più efficace degli aiuti. «Non si tratta di pianificare le produzioni, ma di mettere la conoscenza al servizio delle scelte economiche».
Anche Agea cambia funzione, evolvendo da organismo erogatore a «infrastruttura di servizio, conoscenza e analisi strategica», con pagamenti più rapidi, procedure automatizzate, controlli preventivi più intelligenti e contrasto alle frodi. Con l’Italia prima nell’Unione europea per valore aggiunto agricolo, l’obiettivo è che una quota crescente di questa ricchezza resti agli agricoltori, grazie a filiere più efficienti e maggiore aggregazione. «Sostenere l’agricoltura – conclude Vitale – non significa finanziare il passato, significa investire nel futuro economico del Paese».





