Il mantenimento dell’ora solare durante tutto l’anno rappresenta la soluzione preferibile dal punto di vista medico e della sanità pubblica. A indicarlo sono le evidenze scientifiche disponibili, come spiega Fabrizio Pregliasco, Direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva dell’Università degli Studi di Milano – La Statale, past president Anpas e Vicepresidente di Samaritan International. Il ritorno dell’ora solare, avvenuto la scorsa notte, riapre il dibattito sull’opportunità di abolire definitivamente il cambio stagionale, scegliendo tra ora legale e ora solare permanente. Una decisione che, secondo Pregliasco, dovrebbe tenere conto non soltanto dei risparmi energetici, ma anche delle conseguenze sulla salute: «Sonno, ritmi circadiani, salute cardiovascolare e benessere psicofisico: la scelta sull’abolizione del cambio d’ora deve considerare anche le evidenze scientifiche, non soltanto i risparmi energetici», afferma Pregliasco.
Dal punto di vista sanitario, le evidenze disponibili indicano una preferenza per l’ora solare permanente, nonostante l’apprezzamento per le giornate apparentemente più lunghe garantite dall’ora legale: «È una conclusione che può apparire controintuitiva, perché molti apprezzano le giornate apparentemente più lunghe garantite dall’ora legale. Tuttavia, il nostro organismo non segue semplicemente le lancette dell’orologio, ma è regolato da ritmi biologici strettamente collegati all’alternanza naturale tra luce e buio», spiega.
Ritmi circadiani
«La luce del mattino è fondamentale per l’orologio biologico», sottolinea Pregliasco, spiegando che il sistema circadiano umano è coordinato da un orologio biologico centrale, localizzato nel nucleo soprachiasmatico dell’ipotalamo. Questo sistema regola numerose funzioni fisiologiche, tra cui il ciclo sonno-veglia, la secrezione ormonale, la temperatura corporea, il metabolismo e alcuni meccanismi di regolazione cardiovascolare.
La luce rappresenta il principale elemento di sincronizzazione dell’orologio biologico. In particolare, l’esposizione alla luce naturale nelle prime ore del mattino contribuisce a mantenere allineati i ritmi circadiani con l’ambiente esterno.
Ora legale permanente
L’adozione dell’ora legale durante tutto l’anno comporterebbe, soprattutto nei mesi invernali, un’alba più tardiva secondo l’orologio civile, con il rischio di accentuare il disallineamento tra i ritmi biologici e quelli imposti dalle attività quotidiane: «L’ora legale permanente comporterebbe invece, soprattutto nei mesi invernali, un’alba più tardiva secondo l’orologio civile, con il rischio di accentuare il disallineamento tra tempi biologici e tempi sociali», osserva Pregliasco.
Il problema riguarderebbe soprattutto le persone che devono iniziare presto la giornata per esigenze scolastiche o lavorative. Secondo Pregliasco, infatti, chi è costretto ad alzarsi nelle prime ore del mattino potrebbe farlo quando l’organismo non ha ancora ricevuto un adeguato segnale luminoso naturale, necessario per sincronizzare l’orologio biologico. È anche per queste ragioni che, secondo le evidenze scientifiche richiamate dall’esperto, il mantenimento dell’ora solare durante tutto l’anno risulta preferibile rispetto all’introduzione dell’ora legale permanente.





