Il Tempo ricostruisce le ore in cui il Ministro del Lavoro Marina Calderone ha gestito uno dei passaggi più delicati della crisi dell’ex Ilva. Due paragrafi pubblicati sul sito del Ministero sono bastati a chiudere l’occupazione dell’aeroporto Cristoforo Colombo da parte dei lavoratori di Cornigliano, lunedì 19 ottobre. Prima di quella nota c’era stata una giornata di contatti riservati.
La tensione a Genova
La tensione cresceva da giorni: dal 12 ottobre Cornigliano era in sciopero, con le tende davanti alla prefettura di Genova. Il 14 ottobre i commissari di Acciaierie d’Italia avevano avviato una nuova richiesta di cassa integrazione straordinaria per l’intero gruppo. A Genova i cassintegrati sarebbero passati da 280 a 870 su circa 915 addetti. Per i sindacati significava lo spegnimento di fatto dello stabilimento.
Il ruolo del Ministro
Secondo la ricostruzione del quotidiano, la giornata del Ministro è stata scandita da un confronto informale e continuo con sindacati, parti sociali e commissari, condotto per conto dell’intero Governo. Il risultato è una nota che congela la nuova procedura. Le parti saranno convocate solo dopo il 27 ottobre, giorno dell’incontro a Palazzo Chigi, e fino ad allora restano valide le condizioni del decreto del 5 giugno. «Questo ci va bene», ha detto ai lavoratori Armando Palombo della Rsu Fiom. Nel tardo pomeriggio il presidio è stato tolto.
La soluzione non respinge la richiesta dei commissari e non promette ciò che non dipende dal Ministero: agisce sui tempi della procedura. È un metodo che, osserva Il Tempo, nasce dalla conoscenza degli ammortizzatori sociali maturata da Calderone come consulente del lavoro dal 1994 e alla guida dell’Ordine per diciassette anni. La partita torna ora a Palazzo Chigi. Intanto lo scalo di Genova è di nuovo libero.





