Una vera e dura condanna delle violenze avvenute sabato e domenica nel centro di Milano e un messaggio di solidarietà agli appartenenti alle forze dell’ordine rimasti feriti negli scontri degli ultimi giorni. Sergio Mattarella è intervenuto ieri sul tema della sicurezza durante la cerimonia inaugurale della 39esima Assemblea nazionale delle Province italiane, ospitata al Teatro Cavour di Imperia. Il Capo dello Stato ha richiamato il ruolo delle istituzioni nella tutela dei cittadini e nella salvaguardia delle condizioni necessarie alla convivenza civile: «Il riferimento all’impegno al servizio dei cittadini induce ad ampliare lo sguardo più in generale. È un servizio che passa dalla garanzia di condizioni di sicurezza che assicurano il pacifico dispiegarsi della vita delle nostre comunità, nelle città e nei borghi, dove ogni violenza è inaccettabile», le parole del Presidente che ha quindi rivolto un pensiero agli operatori delle forze di polizia coinvolti nei disordini: «Alle forze dell’ordine, in particolare ai quasi 200 loro feriti nei giorni scorsi, va la piena solidarietà della comunità nazionale».
Il richiamo del Quirinale
Mattarella ha invitato a esaminare con attenzione le caratteristiche degli episodi di violenza che hanno interessato diverse città italiane. Il Capo dello Stato ha sottolineato la necessità di comprendere le dinamiche dei disordini, anche alla luce della presenza di protagonisti e comportamenti che presentano elementi di novità rispetto al passato: «Occorre un’analisi intelligente e approfondita e va elaborata un’attenta vigilanza in grado di contrastare violenze che sembrano esplodere in modo inatteso da soggetti inediti». Secondo il Presidente proprio la comparsa di questi fenomeni solleva interrogativi che richiedono una riflessione sotto diversi profili.
“Basta con la transizione incompiuta”
Oltre al tema della sicurezza Mattarella ha affrontato la questione del futuro delle Province, al centro dell’assemblea promossa dall’Unione delle Province d’Italia. Il Capo dello Stato ha richiamato le difficoltà istituzionali che questi enti attraversano da oltre un decennio e sollecita un intervento capace di definirne ruolo e competenze: «Necessario mettere fine a una transizione incompiuta e far uscire questa istituzione dal limbo». Il Presidente ha ripercorso il processo di riforma che avrebbe dovuto modificare l’assetto del governo locale, con un maggiore peso attribuito a Regioni e Comuni e un ridimensionamento delle funzioni provinciali.
Un percorso interrotto dall’esito sfavorevole del referendum costituzionale, al quale, ha osservato, non ha fatto seguito una risposta legislativa coerente: «L’inerzia del legislatore ha lasciato la Provincia nel guado».
I servizi ai cittadini
Per Mattarella la mancata definizione dell’assetto delle Province non rappresenta soltanto un problema istituzionale, ma produce conseguenze concrete sulla capacità di rispondere alle esigenze delle comunità locali. Il Presidente ha parlato in particolare delle necessità dei territori che circondano i capoluoghi, delle aree interne e montane e dei Comuni di dimensioni medio-piccole, che hanno bisogno di strumenti di supporto e coordinamento. A queste difficoltà si aggiunge il tema dell’identità territoriale. La Provincia, ha ricordato, costituisce ancora un riferimento per l’organizzazione dei servizi statali e per le attività di pianificazione.
Il Capo dello Stato ha riconosciuto comunque che le Province hanno continuato a svolgere funzioni rilevanti nonostante la precarietà istituzionale: «La storia delle Province è proseguita dimostrando non solo di saper svolgere funzioni di grande rilevanza, ma anche di essere destinata a rispondere a specifiche richieste dei cittadini».
Nel discorso ha trovato spazio anche la questione degli organi di governo provinciali. Mattarella ha richiamato il principio costituzionale della pari dignità tra Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, dal quale deriva, a suo giudizio, la necessità di assicurare il carattere democratico delle istituzioni provinciali: «Questo tema non può più essere rimandato o accantonato».
Il cordoglio
Sempre ieri il Presidente ha inoltre espresso il proprio cordoglio per la morte dell’Ispettore della Polizia di Stato Antonio Villani, deceduto durante un servizio di scorta. In un messaggio indirizzato al Capo della Polizia e Direttore generale della Pubblica Sicurezza Vittorio Pisani, Mattarella ha manifestato vicinanza alla famiglia e al Corpo: «Profondamente rattristato, esprimo sentimenti di solidarietà e vicinanza a Lei e a tutto il Corpo, pregandola di far pervenire ai familiari le espressioni della mia commossa partecipazione al loro cordoglio».
Il 26 ottobre Mattarella sarà a Firenze
Tra i prossimi appuntamenti istituzionali del Presidente della Repubblica figura la visita a Firenze, prevista per il 26 ottobre. Mattarella parteciperà alla cerimonia inaugurale del V Festival delle Regioni e delle Province Autonome, manifestazione in programma dal 25 al 27 ottobre 2026.
Successivamente, il Capo dello Stato visiterà la Basilica di Santa Croce, dove potrà ammirare il restauro degli affreschi di Giotto nella Cappella Bardi, dedicati alle Storie della vita di San Francesco d’Assisi.





