Una stella verde, almeno agli occhi umani. È la sorprendente scoperta annunciata da un gruppo di astronomi che, studiando le cosiddette nane bianche, ha identificato per la prima volta un oggetto celeste che apparirebbe di colore verde se fosse osservabile da vicino.
Le nane bianche sono i resti estremamente densi di stelle simili al Sole giunte al termine della loro vita. Normalmente le stelle vengono associate a tonalità che vanno dall’arancione al bianco fino al blu, colori determinati principalmente dalla temperatura superficiale. Le nane bianche, però, possono raccontare una storia diversa.
Analizzando 151 nane bianche situate entro circa 65 anni luce dalla Terra, i ricercatori hanno scoperto che alcune possiedono caratteristiche atmosferiche così particolari da alterare profondamente il colore percepito. Nel caso dell’esemplare verde, un ruolo decisivo sarebbe svolto dalla presenza di elementi come calcio, sodio e litio, mescolati all’elio presente negli strati esterni della stella.
Gli astronomi spiegano che questi elementi non sono casuali. Spesso derivano dai resti di antichi corpi celesti, come asteroidi o pianeti, che si sono avvicinati troppo alla nana bianca venendo distrutti dalla sua intensa gravità. Le particelle risultanti finiscono per depositarsi sulla superficie stellare, offrendo agli scienziati preziose informazioni sulla composizione di mondi ormai scomparsi.
Lo studio ha individuato anche altri colori insoliti. Una delle nane bianche analizzate apparirebbe addirittura rosa salmone, probabilmente a causa dell’elevata concentrazione di molecole di carbonio nella sua atmosfera. Per gli studiosi, queste variazioni cromatiche rappresentano una sorta di archivio naturale che consente di ricostruire la storia dei sistemi planetari che un tempo orbitavano attorno alle stelle.
Nessuna di queste nane bianche è visibile direttamente a occhio nudo dalla Terra. I colori sono stati calcolati attraverso l’analisi degli spettri luminosi, le “impronte digitali” della luce stellare ottenute scomponendo le diverse lunghezze d’onda.





