0

Bollette, Meloni incassa l’accordo con Bruxelles: “Negoziato lungo, ma costruttivo”

Al Consiglio europeo il via libera alle misure per ridurre i costi dell’energia. Il Presidente del Consiglio: “Registrati progressi sulla flessibilità, l’Italia non è sola”
sabato, 17 Ottobre 2026
3 minuti di lettura

La trattativa con Bruxelles sul decreto bollette è chiusa e il Governo italiano può ora procedere con le misure previste per ridurre i costi dell’energia. È questo il risultato annunciato ieri da Consiglio Giorgia Meloni che a margine del Consiglio europeo ha espresso soddisfazione per l’intesa raggiunta con la Commissione, dopo un negoziato che ha definito lungo, ma costruttivo, e si è detta fiduciosa anche sulla possibilità di ottenere una maggiore flessibilità per affrontare le difficoltà economiche che interessano l’Italia e gli altri Paesi dell’Unione: “Abbiamo chiuso con la Commissione europea la trattativa sul decreto bollette, misure che avevamo approvato tempo fa ma che avevano bisogno di un ok”, ha spiegato il Premier ai cronisti a Bruxelles dove ha colto l’occasione per sottolineare l’importanza di un passaggio che consente all’esecutivo di intervenire sul costo delle utenze.

Il Presidente del Consiglio ha poi allargato il discorso alle richieste italiane per una gestione più flessibile dell’attuale situazione economica, sulle quali, a suo giudizio, il confronto europeo avrebbe registrato progressi: “Sono molto contenta di questo risultato e sono molto ottimista sulle richieste in materia di maggiore flessibilità per affrontare la situazione complessa che tutti stanno affrontando”, ha detto, prima di rimarcare come Roma abbia trovato sostegno anche da parte di altri partner: “Su questo tema l’Italia è stata molto determinata e non è sola”.

Migranti, il confronto con Sanchez

Tra le questioni affrontate durante il vertice ha trovato spazio anche l’immigrazione, con particolare attenzione agli strumenti di cooperazione tra Stati membri e alla necessità di predisporre risposte rapide nelle situazioni di emergenza. Meloni ha riferito di aver parlato con il Primo Ministro spagnolo Pedro Sanchez, con il quale ha concordato di affidare ai rispettivi ministri dell’Interno il compito di valutare nuove modalità di collaborazione al posto di quelle attualmente in vigore: “Valuteremo altre situazioni, sicuramente continuando il nostro monitoraggio in ottica Schengen, ma garantendo anche la difesa dei confini della nostra nazione”, ha precisato Meloni che ha accolto con favore l’annuncio della Commissione europea relativo alla possibile introduzione di misure per fronteggiare crisi migratorie come quella di Ceuta.

Un tema sul quale, ha ricordato, il Governo italiano aveva già richiamato l’attenzione dell’Unione nei mesi precedenti, chiedendo strumenti in grado di assicurare interventi immediati: “Abbiamo posto il problema mesi fa, anche prima di Ceuta, e anche oggi questo elemento italiano viene ripreso e riconosciuto”.

Bilancio europeo

Il confronto a Bruxelles ha riguardato anche il prossimo bilancio pluriennale dell’Unione, un negoziato ancora aperto nel quale l’Italia intende preservare le risorse destinate alla politica di coesione e alla Politica agricola comune: “Sul bilancio finanziario pluriennale abbiamo, come sapete, difeso per ora i soldi, le risorse per la coesione, per la politica agricola comune, che per noi sono la priorità”, ha spiegato Meloni che ha precisato però che la discussione è ancora lontana dalla conclusione. La posizione del Governo resta dunque concentrata sulla tutela dei due capitoli di spesa, mentre prosegue il confronto tra i Paesi membri sulla distribuzione delle risorse comunitarie.

Autotrasporto e Ilva

Accanto ai dossier europei nelle dichiarazioni del Premier sono entrate anche alcune delle vertenze economiche e industriali che interessano il Paese, a partire dalle difficoltà dell’autotrasporto. Meloni ha ricordato che il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha convocato le associazioni di categoria per un confronto sulle richieste del comparto, assicurando la disponibilità dell’esecutivo a individuare ulteriori risposte: “Noi siamo sempre stati estremamente solidali con il settore, che ovviamente incontra grandi difficoltà”.

Più articolata la situazione dell’ex Ilva, tornata al centro dell’attenzione per le proteste a Taranto e le preoccupazioni dei lavoratori. Il Presidente del Consiglio ha annunciato un nuovo incontro a Palazzo Chigi tra il Governo e le organizzazioni sindacali, una convocazione che, secondo quanto riferito, ha consentito di evitare i blocchi che erano stati programmati: “Faremo tutto ciò che possiamo. Voglio ricordare che non siamo noi ad aver chiuso l’Ilva, noi siamo quelli che devono cercare di gestire la questione”, ha spiegato Meloni, che ha voluto richiamare anche l’impegno finanziario sostenuto dall’esecutivo dall’inizio della legislatura.

La cifra indicata dal Presidente ammonta a circa 5 miliardi di euro, tra fondi diretti dello Stato e risorse di Invitalia destinate al gruppo siderurgico. Un intervento che Meloni ha citato nel ribadire l’impegno del Governo sulla vertenza, senza indicare ulteriori misure o tempi per una soluzione.

Proteste studentesche

Non sono mancati, infine, i riferimenti alle manifestazioni studentesche che hanno attraversato diverse città italiane, con cortei contro le politiche del governo e, in alcuni casi, episodi di tensione con le forze dell’ordine. Meloni ha premesso di considerare positivamente la partecipazione alle manifestazioni, ricordando di averne organizzate molte nel corso della propria esperienza politica, ma ha poi rivolto una critica ai leader dell’opposizione, ai quali rimprovera di non aver assunto una posizione sufficientemente chiara di fronte agli episodi di violenza: “Sono sempre molto contenta delle manifestazioni, ne ho organizzate tantissime, e sono sempre molto contenta quando c’è partecipazione”, ha detto, prima di soffermarsi sulle aggressioni agli agenti: “Ho letto dichiarazioni dei leader dell’opposizione sulle proteste, non riescono a dire una parola di condanna delle violenze, sulle forze dell’ordine che vengono picchiate, che sono rimaste ferite”. Il Premier ha quindi chiesto a tutte le forze politiche di distinguere il diritto al dissenso dalle condotte violente, sollecitando una presa di posizione che non lasci spazio ad ambiguità: “Non voglio polemizzare su questo, ma chiedo a tutte le forze politiche italiane chiarezza. Chiedo che tutti condannino la violenza e non abbiano timidezze, è un fatto di responsabilità”.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

Energia e Superbonus. Granelli (Confartigianato): “Priorità al taglio delle bollette e Bonus edilizia”

“Ridurre i costi dell’energia e l’impatto dell’inflazione e risolvere il…

“Unità per avvenire più ricco. Stop a tutte le guerre”

“Oggi Costituzione, Inno e Tricolore simboleggiano la Repubblica. Più vero…