Si avvicina alla conclusione giudiziaria uno dei casi di cronaca nera che più hanno colpito l’opinione pubblica internazionale negli ultimi anni. Un tribunale dello Stato messicano della Bassa California ha dichiarato colpevoli tre uomini per l’uccisione dei fratelli australiani Callum e Jake Robinson e dell’americano Carter Redd Rhoad, assassinati durante un viaggio di surf nell’aprile del 2024.
La sentenza nel tribunale di Ensenada
La decisione è stata pronunciata dal giudice Raúl Hernández nella città costiera di Ensenada al termine di un processo durato circa un mese. I tre imputati, identificati come Jesús Gerardo García, conosciuto con il soprannome di “El Kekas”, Irineo Francisco e Ángel Jesús, sono stati riconosciuti responsabili non soltanto degli omicidi, ma anche di rapina aggravata e furto violento di veicolo. La vicenda aveva suscitato grande emozione sia in Messico sia nei Paesi d’origine delle vittime.
I tre amici erano arrivati nella regione della Bassa California per trascorrere alcuni giorni dedicati al surf lungo la costa del Pacifico. Poco dopo il loro arrivo nella località di Punta San José, a circa ottanta chilometri da Ensenada, si erano però perse le loro tracce. Dopo giorni di ricerche, i corpi furono rinvenuti il 3 maggio 2024 all’interno di un pozzo.
Le prove e il coinvolgimento degli imputati
Secondo quanto emerso durante il processo, il principale autore materiale del delitto sarebbe stato García. Una testimone chiave, ex compagna dell’imputato, ha raccontato che l’uomo le avrebbe confessato di essersi avvicinato alla tenda occupata dai tre stranieri armato di una pistola calibro 9 millimetri. Le indagini hanno inoltre accertato il coinvolgimento di una donna che, secondo l’accusa, avrebbe favorito il piano criminale.
La responsabile era stata trovata in possesso di uno dei telefoni cellulari appartenuti alle vittime e aveva già scelto di patteggiare la propria posizione processuale. Per rapina aggravata e furto violento di veicolo era stata condannata nel 2025 a venti anni di carcere, evitando il processo ordinario. Diversamente da lei, i tre imputati hanno scelto di affrontare il dibattimento. La procura della Bassa California ha chiesto per ciascuno una pena esemplare pari a 210 anni di reclusione. La sentenza definitiva verrà resa nota il prossimo 16 ottobre.





