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Negozi e servizi essenziali, l’allarme di Confesercenti: spariti in due Comuni su tre dal 2019

In Italia 1.064 centri senza alimentari, 566 senza bar e 2.572 privi di distributori di carburante. Perse 111mila attività commerciali e 24mila pubblici esercizi. In 178 località non resta nessuna delle 21 tipologie di esercizi di prossimità censite
domenica, 11 Ottobre 2026
2 minuti di lettura

Per comprare il pane, fare rifornimento o prendere un caffè bisogna raggiungere il Comune vicino. Non è un’eccezione, ma una realtà che riguarda un numero crescente di territori italiani. Dal 2019 a oggi, in 5.103 Comuni, quasi due su tre, scompare almeno una tipologia di negozio o servizio essenziale. In alcune località non resta nemmeno un bar, in altre mancano alimentari, tabaccherie e distributori di carburante. A fotografare il fenomeno è Confesercenti, che sulla base dei dati camerali lancia l’allarme sulla desertificazione commerciale. I numeri raccontano una trasformazione che riguarda soprattutto i piccoli centri, ma non risparmia le città: 1.064 Comuni non hanno negozi alimentari in sede fissa, 566 sono senza bar e 2.572 non dispongono di distributori di carburante.

Dietro queste cifre ci sono milioni di persone. Quasi 3 milioni di italiani vivono in un Comune dove non possono fare rifornimento, 2,5 milioni non hanno una tabaccheria e oltre 1,5 milioni devono spostarsi altrove per trovare un minimarket o un piccolo negozio alimentare.

Dal 2019 spariscono 111mila negozi e 24mila bar

La desertificazione commerciale non riguarda soltanto i borghi più isolati. Dal 2019 a oggi, secondo Confesercenti, l’Italia perde complessivamente 111mila imprese del commercio al dettaglio e 24mila bar. Circa 72mila delle attività scomparse appartengono proprio alla rete dei servizi di prossimità, quella che permette di soddisfare le necessità quotidiane senza allontanarsi dal luogo in cui si vive. Non si tratta soltanto di alimentari e pubblici esercizi. La riduzione coinvolge forni, panetterie, fruttivendoli, macellerie, pescherie, ferramenta, librerie, edicole, negozi di abbigliamento e calzature, ma anche barbieri e parrucchieri.

Una rete commerciale che si restringe e lascia interi territori senza punti di riferimento per gli acquisti e i servizi più comuni, con conseguenze anche per l’economia e l’occupazione.

Il bar più vicino è nel Comune accanto

Per circa 265mila italiani residenti in 566 Comuni, il bar sotto casa non esiste più. L’ultimo esercizio chiude e per trovarne un altro occorre superare i confini comunali. Tutte queste località hanno meno di 5mila abitanti, a conferma di quanto il fenomeno pesi soprattutto sui centri più piccoli. La situazione non migliora se si guarda agli altri servizi. Sono 4.884 i Comuni senza edicola, dove vivono complessivamente 10,6 milioni di persone. In altri 4.425 manca un fruttivendolo, un’assenza che riguarda circa 8,4 milioni di residenti.

Nei piccoli centri quasi uno su due non dispone di una macelleria, il 45,7% è senza distributore di carburante e circa quattro su cinque non hanno un’edicola. Anche trovare un barbiere o un parrucchiere diventa un problema in 1.337 Comuni, tutti con meno di 5mila abitanti.

Anche nelle città mancano panetterie, pescherie e librerie

La perdita dei negozi di prossimità non si ferma ai paesi. L’analisi di Confesercenti mostra vuoti nella rete commerciale anche nei Comuni più popolosi. Tra quelli con 15mila e 50mila abitanti, 140 non hanno un negozio specializzato nella vendita di pane, 138 sono privi di pescheria e 97 non dispongono di una libreria. In 24 manca un’edicola, mentre in altri 8 non è presente nemmeno una macelleria.

L’assenza di alcune attività di base interessa anche Comuni con una popolazione compresa tra 50mila e 250mila abitanti. Non è dunque soltanto una questione di piccoli borghi, ma un fenomeno che coinvolge realtà di dimensioni diverse.

In oltre 4.900 Comuni mancano almeno dieci servizi

In molti territori il problema non riguarda la chiusura di un singolo negozio. A mancare è una parte consistente della rete commerciale. In 4.909 Comuni italiani, oltre sei su dieci, sono assenti almeno dieci delle 21 tipologie di attività di prossimità prese in esame da Confesercenti. Qui vivono 8,2 milioni di persone.

Il quadro si fa ancora più critico in 2.741 Comuni, con oltre 2,5 milioni di residenti, dove mancano almeno 15 categorie di esercizi commerciali. Per chi abita in queste località, la possibilità di trovare nel proprio territorio negozi e servizi per le esigenze quotidiane si riduce ulteriormente.

In 178 Comuni non resta nemmeno un’attività di base

C’è poi il dato che più di tutti restituisce la dimensione della desertificazione commerciale. In 178 Comuni italiani non è presente nessuna delle 21 tipologie di negozi e servizi essenziali considerate dall’indagine. Sono territori nei quali vivono oltre 42mila persone. In altri 469 Comuni, abitati da quasi 150mila residenti, resta al massimo una sola attività tra quelle esaminate.

Non scompare, quindi, soltanto un negozio dove fare acquisti, ma viene meno la possibilità di trovare sul posto una serie di servizi legati alla vita di tutti i giorni.

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