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Addio a Sandro Mazzola, Meloni: “Un grande campione, lascia un segno indelebile nell’Italia”

Addio a Sandro Mazzola, Meloni: “Un grande campione, lascia un segno indelebile nell’Italia”

sabato, 19 Settembre 2026
2 minuti di lettura

È morto a Milano, all’età di 83 anni, Sandro Mazzola, simbolo della Grande Inter di Helenio Herrera e della Nazionale italiana. Figlio di Valentino, capitano del Grande Torino scomparso nella tragedia di Superga, Mazzola ha legato quasi tutta la propria storia sportiva ai colori nerazzurri e all’azzurro della Nazionale. Con l’Italia vinse il Campionato d’Europa del 1968 e raggiunse la finale del Mondiale del 1970 in Messico. Tra i primi messaggi istituzionali della mattinata quello del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Con la scomparsa di Sandro Mazzola, perdiamo un grande campione e una delle figure più amate nella storia del calcio italiano”, ha scritto su X.
Meloni ha ricordato la leggenda dell’Inter e degli Azzurri campioni d’Europa nel 1968, capace di “far gioire e appassionare generazioni di italiani”. La premier ha richiamato anche l’eredità familiare: “La sua eredità sportiva si aggiunge a quella del padre Valentino, capitano del Grande Torino e scomparso nella tragedia di Superga”. Alla famiglia, agli affetti e ai tifosi ha rivolto le condoglianze.

“Un esempio per i giovani calciatori”
Il Vicepremier Antonio Tajani ha affidato il suo ricordo ai social: “L’Italia intera piange la scomparsa di Sandro Mazzola”. Lo ha definito “uno dei volti più romantici del nostro calcio” e ha richiamato le pagine scritte con la maglia azzurra, comprese le celebri staffette con Gianni Rivera. “Una figura che tutti i giovani calciatori di oggi dovrebbero prendere a esempio”, ha aggiunto Tajani.
Anche il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha salutato Mazzola come “un campione straordinario”, capace di incarnare “con talento, classe e passione una delle pagine più belle della storia del nostro calcio”.
Il Presidente della Camera Lorenzo Fontana ha parlato invece di “uno dei grandi del calcio italiano”, ricordando le emozioni regalate con la maglia della Nazionale e il ruolo di riferimento per generazioni di sportivi.

Il dolore dell’Inter
L’Inter ha salutato Mazzola come “leggenda nerazzurra e del calcio mondiale”. Il club ha ricordato il legame nato quando era ancora ragazzo e mai interrotto: “Lui è stato la storia dell’Inter: ci è entrato da ragazzino e non ci è più uscito”. Sul profilo social della società nerazzurra il tributo si è trasformato in una frase destinata a restare: “C’è chi entra nella storia. E poi c’è chi diventa la storia stessa dell’Inter”.
Javier Zanetti lo ha definito “un fuoriclasse in campo e nella vita”, oltre che “un simbolo dell’Inter e del calcio italiano nel mondo”. L’ex capitano ha ricordato anche un legame personale: Mazzola fu tra le figure che contribuirono al suo arrivo a Milano dall’Argentina.

Il saluto del Milan e della Nazionale
Anche il Milan ha reso omaggio allo storico rivale: “Un grande campione, una bandiera, un uomo che ha rappresentato un’epoca indimenticabile del nostro calcio”. Il club rossonero lo ha definito “rivale storico e leale”, protagonista della storia del calcio italiano. La Figc ha annunciato un minuto di raccoglimento in tutte le competizioni in programma nel fine settimana e bandiere a mezz’asta nella sede federale di Roma e al Centro Tecnico di Coverciano.

Una carriera legata all’Inter
Mazzola ha vestito la maglia nerazzurra dal 1961 al 1977: 570 presenze e 162 reti. Nel suo palmarès figurano quattro campionati italiani, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Fu capitano per sette stagioni, dal 1970 al 1977. Con la Nazionale disputò tre Mondiali, nel 1966, 1970 e 1974. Nel 1968 conquistò il primo titolo europeo della storia azzurra. Dopo il ritiro ricoprì diversi incarichi dirigenziali nell’Inter, oltre a esperienze con Genoa e Torino, e lavorò anche come commentatore tecnico e opinionista televisivo. Nel 2014 entrò nella Hall of Fame del calcio italiano e nel 2022 in quella dell’Inter. Nel 1968 fu inoltre tra i calciatori che firmarono l’atto costitutivo dell’Associazione Italiana Calciatori.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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