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Pakistan, la Corte Suprema sospende le condanne a Imaan Mazari: un segnale inatteso nella battaglia per i diritti civili

venerdì, 18 Settembre 2026
1 minuto di lettura

La decisione della Corte Suprema pakistana di sospendere le condanne a 17 anni inflitte alla nota avvocata per i diritti umani Imaan Mazari e a suo marito Hadi Ali Chattha rappresenta uno dei passaggi giudiziari più significativi degli ultimi mesi nel Paese.

La coppia, arrestata e condannata a gennaio per presunti post “anti-statali” sui social media, era diventata simbolo di una crescente tensione tra attivisti civili e l’apparato di sicurezza nazionale. Entrambi hanno sempre negato le accuse, sostenendo di essere stati presi di mira per aver denunciato le sparizioni di attivisti nazionalisti nelle regioni più instabili del Pakistan.

La sospensione delle condanne arriva mentre l’Alta Corte di Islamabad sta ancora valutando l’appello principale, atteso nelle prossime settimane. La Suprema Corte ha scelto di intervenire prima della sentenza definitiva, concedendo la libertà su cauzione e riconoscendo implicitamente la fragilità del processo che aveva portato alla condanna. Una mossa che ha sorpreso molti osservatori, in un contesto in cui la magistratura è spesso accusata di eccessiva vicinanza alle forze di sicurezza.

Shireen Mazari, ex ministra dei diritti umani e madre dell’avvocata, ha definito la decisione «un atto di giustizia atteso da troppo tempo», pur ricordando che la famiglia attende ancora la liberazione effettiva dei due. La vicenda ha attirato l’attenzione internazionale: esperti delle Nazioni Unite, Amnesty International e diverse ONG hanno messo in dubbio la correttezza del processo, mentre il governo ha ribadito l’indipendenza del sistema giudiziario.

Mazari, nota per la difesa di minoranze etniche e giornalisti, era stata condannata in base al Prevention of Electronic Crimes Act per aver criticato le operazioni militari nelle province di Balochistan e Khyber Pakhtunkhwa, aree segnate da insurrezioni e tensioni politiche. La sospensione delle condanne non chiude il caso, ma apre una finestra di possibilità per una revisione più trasparente e per un dibattito più ampio sulla libertà di espressione in Pakistan.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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