Due tra i più stretti collaboratori di Nigel Farage hanno lasciato i loro incarichi dopo che un’inchiesta di Channel 4 ha sollevato sospetti di violazioni della legge elettorale britannica sui finanziamenti stranieri. Il reportage, realizzato da giornalisti sotto copertura, mostra presunti tentativi di facilitare donazioni provenienti da un facoltoso imprenditore americano — un contributo che, se confermato, sarebbe illegale. In una nota ufficiale, Reform UK ha annunciato l’apertura di un’indagine interna.
James Orr, responsabile delle politiche del partito, e Dan Jukes, considerato il braccio destro di Farage, si sono dimessi “per permettere un’indagine indipendente e senza pregiudizi”. Entrambi negano qualsiasi illecito. Farage, intervistato da LBC, ha respinto le accuse: “Il partito non ha preso soldi sospetti. È chiaramente un caso di entrapment, hanno lavorato per mesi per far dire ai nostri collaboratori cose che non avrebbero dovuto dire.” L’inchiesta di Channel 4 segue un giornalista che si finge il figlio di un ricco uomo d’affari del Wyoming, desideroso di sostenere Reform UK. La legge britannica consente donazioni solo da cittadini registrati al voto o da aziende britanniche: nel caso simulato, il figlio sarebbe un donatore legale, il padre no.
Le riprese mostrano Jukes e Orr mentre discutono donazioni per 32.500 sterline, destinate a finanziare sondaggi politici poi apparsi su testate come The Telegraph e The Times, senza menzionare il presunto coinvolgimento del partito. In un video, Jukes afferma che il contributo ha avuto un “impatto enorme” e che non sarebbe “comparso nei registri pubblici”. Orr, invece, sostiene che i sondaggi siano stati pagati da “una persona indipendente”. Il momento più delicato dell’inchiesta è un pranzo a quattro tra Farage, Jukes, il finto imprenditore e il giornalista sotto copertura.





