Quello che doveva essere un pomeriggio leggero, un semplice spettacolo di burattini per famiglie, si è trasformato in un incubo per una madre ebrea di Brooklyn, che il 13 agosto ha assistito a una performance improvvisamente virata in accuse contro Israele davanti a un pubblico di circa 200 persone. La donna, 43 anni, aveva portato il suo bambino di quattro anni al “Cardboard Pizza Puppet Circus”, parte dell’International Puppet Fringe Festival, evento sostenuto dal Dipartimento di Cultura di New York City e dal New York State Council on the Arts. Lo show, creato dal collettivo Boxcutter Collective, era presentato come una celebrazione giocosa della città: grattacieli danzanti, taxi di cartone, bus a due piani, fiori anti‑combustibili, Lady Liberty e una brass band dal vivo. Ma dopo circa 15 minuti, la performance ha preso una piega completamente diversa. “L’anti‑Israele è arrivato dal nulla,” ha raccontato la madre. “Si è passati da pizza rat e parcheggi paralleli a accuse di Israele che bombarda ospedali.”
La donna ha descritto una scena surreale: otto performer hanno inscenato una flottiglia, accolta da boati contro Israele provenienti dal pubblico. Il suo bambino, confuso, continuava a chiederle cosa stesse succedendo. “Come può la propaganda anti‑Israele entrare in uno spettacolo che parla solo di New York? È odio, non arte,” ha detto la madre, che si definisce una “orgogliosa sionista” e rifugiata dall’ex Unione Sovietica. Il collettivo Boxcutter non è nuovo a posizioni pro‑Palestina: dopo il massacro del 7 ottobre, ha partecipato ai “Gaza Monologues” nel Giorno Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese, definendo la guerra “orribile”. “La mia generazione sta vivendo una nuova ondata di antisemitismo a New York – ha affermato la madre – Pensavo che la mia famiglia avesse lasciato tutto questo in Europa.”





