Il Council on American‑Islamic Relations (CAIR), la più grande organizzazione musulmana degli Stati Uniti, è finito al centro di una tempesta politica e mediatica dopo la pubblicazione — e la rapida rimozione — di un controverso materiale scolastico dedicato agli studenti. Il documento, intitolato Muslim Studies Curriculum, collegato alla guida annuale “Back to School”, conteneva affermazioni che hanno scatenato indignazione bipartisan.
Secondo screenshot ottenuti da The Post, il testo sosteneva che gli attacchi dell’11 settembre 2001, che causarono quasi 3.000 vittime, fossero opera di un “gruppo che si identificava come Al‑Qaeda dalle montagne dell’Afghanistan”, minimizzando la responsabilità dei terroristi islamisti. Il curriculum arrivava a suggerire che gli attentati fossero una “reazione” alla politica americana in Medio Oriente e al sostegno a Israele.
Il documento accusava inoltre gli Stati Uniti di aver promosso “islamofobia sponsorizzata dallo Stato” dopo gli attacchi. Tra i contenuti più criticati figurava la proposta di assegnare agli studenti la lettura della famigerata “Letter to America” di Osama bin Laden — un testo propagandistico del leader di Al‑Qaeda, responsabile di gravi atti di terrorismo e violazioni dei diritti umani. Il curriculum descriveva inoltre bin Laden come un “ribelle” nato dalla resistenza antisovietica degli anni ’80. Nicholas Haros Jr., che perse la madre negli attacchi, ha definito il materiale “propaganda malvagia”, accusando CAIR di voler riscrivere la storia per influenzare le nuove generazioni. Anche Moshe Spern, presidente di United Jewish Teachers, ha denunciato il curriculum come “pericoloso”, criticando l’assenza di riferimenti ai terroristi dell’11 settembre e alle atrocità di Hamas del 7 ottobre 2023.
CAIR, già designata come organizzazione terroristica in Texas e Florida, non ha negato di aver rimosso il link, limitandosi a pubblicare una nota generica che parlava di “aggiornamenti” al documento.





