Nuova notte di attacchi incrociati tra Russia e Ucraina. Almeno 27 persone sono morte dopo che un drone russo ha colpito un magazzino alla periferia di Kiev, provocando un vasto incendio e una serie di esplosioni.
“Il bilancio potrebbe non essere definitivo”, ha avvertito il governatore della regione, Tymur Tkachenko. Intanto Kiev ha intensificato gli attacchi sul territorio russo: tre persone sono state uccise nella regione di Belgorod, mentre droni ucraini hanno colpito strutture logistiche nella regione di Rostov.
L’attacco più grave nell’area della capitale ucraina è avvenuto nel villaggio di Myla, nel distretto di Bucha. Oltre 200 persone, compresi bambini, sono state evacuate dopo che il bombardamento ha provocato un incendio e detonazioni all’interno di un deposito di esplosivi. Almeno sei persone sono rimaste ferite. La procura ucraina ha aperto un’inchiesta per verificare la regolarità dello stoccaggio del materiale e le condizioni di sicurezza del sito.
Gli attacchi su Kiev sono proseguiti anche sabato mattina, per il terzo giorno consecutivo di allerta aerea. Secondo l’aeronautica ucraina, la Russia ha lanciato nella notte 267 droni, oltre a missili Oniks e Iskander: 233 velivoli senza pilota sarebbero stati abbattuti o neutralizzati. Mosca sostiene di avere colpito siti utilizzati per la produzione e lo stoccaggio di missili e droni.
La risposta di Kiev in territorio russo
Sul fronte opposto, le autorità russe riferiscono di tre morti e nove feriti nella regione di Belgorod. A Shebekino una donna e due uomini sono stati uccisi durante un bombardamento sul settore residenziale della città.
Altri droni ucraini hanno raggiunto la regione di Rostov, dove almeno sette persone sono rimaste ferite.
A Rostov sul Don sono stati colpiti anche centri logistici riconducibili alle catene Ozon e Dns, con vasti incendi. Le autorità locali hanno disposto lo stato di emergenza in alcune aree.
Cremlino prudente sui negoziati
Sul piano diplomatico resta invece lo stallo. Dopo i contatti degli ultimi giorni tra i servizi di intelligence americani e russi, il Cremlino ha raffreddato le aspettative su una possibile ripresa rapida del negoziato con Washington, parlando di colloqui sostanzialmente “in pausa”.
Il presidente russo Vladimir Putin incontrerà lunedì Xi Jinping, in un passaggio che Mosca considera centrale per consolidare il coordinamento con Pechino mentre continua la guerra e restano congelati i canali politici con Kiev.
Preoccupa intanto anche la situazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia. L’Aiea ha avvertito che l’impianto è senza alimentazione elettrica esterna dal 20 agosto e funziona grazie ai generatori diesel di emergenza. Le riserve disponibili basterebbero per circa dieci giorni. Senza il ripristino della linea elettrica o nuove forniture di carburante, ha avvertito il direttore generale Rafael Grossi, la centrale rischia un blackout completo.





