La guerra torna a colpire in profondità su entrambi i fronti. Nella notte la Russia ha attaccato quasi simultaneamente Kiev, Kharkiv, Zaporizhzhia e Dnipro, mentre droni ucraini hanno raggiunto il territorio russo, provocando un incendio nella raffineria di Afipsky, nella regione di Krasnodar. Il bilancio riferito dalle autorità locali è di due morti e due feriti. Un secondo impianto petrolifero, a Novoshakhtinsk, nella regione di Rostov, ha sospeso le attività dopo un altro attacco.
I raid arrivano all’indomani del vertice dei Paesi “Volenterosi” a Kiev, riuniti nel giorno dell’Indipendenza ucraina per ribadire il sostegno militare al governo di Volodymyr Zelensky. Gli alleati hanno annunciato nuove forniture di armi e l’avvio di esercitazioni congiunte nei prossimi mesi. L’Italia non prenderà parte alle manovre.
Raffinerie russe nel mirino
Nella regione di Krasnodar i detriti di un drone sono caduti anche sulla stazione ferroviaria di Afipskaya. Dieci abitazioni sono state danneggiate. Nella stessa zona è divampato un incendio nella raffineria di Afipsky, uno dei principali impianti della Russia meridionale, con una capacità di lavorazione di circa 6,25 milioni di tonnellate di greggio l’anno, pari a circa il 2% della capacità nazionale.
Più a nord, nella regione di Rostov, la raffineria di Novoshakhtinsk ha interrotto temporaneamente la produzione dopo essere stata danneggiata durante un attacco notturno. Il governatore Yuri Sliusar ha riferito che circa trenta droni sono stati intercettati nella regione. Mosca sostiene di aver abbattuto complessivamente 460 velivoli senza pilota ucraini nelle ultime 24 ore, insieme a otto bombe guidate e cinque razzi Himars.
Quattro città ucraine sotto attacco
Sul versante opposto, l’offensiva russa ha interessato quattro grandi centri ucraini nell’arco di circa mezz’ora. A Kharkiv un missile ha colpito il distretto di Osnovianskyi, uccidendo una persona. A Zaporizhzhia alcuni droni hanno danneggiato un condominio e provocato incendi, mentre a Kiev i frammenti di un velivolo abbattuto hanno colpito un edificio residenziale nel distretto di Holosiivskyi, danneggiando pareti e finestre al quattordicesimo piano.
Un altro attacco ha raggiunto il valico di Vynohradivka-Vulcanesti, al confine tra Ucraina e Moldavia, costringendo le autorità a sospendere il traffico.
La nuova notte di bombardamenti conferma l’intensificazione del conflitto denunciata anche dalle Nazioni Unite. Secondo la sottosegretaria generale Rosemary DiCarlo, luglio è stato il mese più letale per i civili ucraini dall’inizio della guerra: almeno 437 persone sono state uccise. Dall’invasione del febbraio 2022 l’Onu ha verificato almeno 16.874 vittime civili, tra cui 820 bambini, e oltre 51 mila feriti.
Mentre sul terreno proseguono gli attacchi, resta aperto il fronte diplomatico. Oltre 50 Paesi e l’Unione europea hanno chiesto a Mosca un cessate il fuoco “totale, immediato e incondizionato”. A Mosca è intanto arrivato monsignor Paul Richard Gallagher, segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, che oggi incontrerà il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.





