Ucraina, Stati Uniti ed Europa hanno elaborato un piano per tentare di porre fine alla guerra, basato su un cessate il fuoco, la creazione di una zona economica libera e il ritiro delle truppe. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, secondo quanto riferito da Ukrinform. “Con Jared Kushner e Steve Witkoff abbiamo concordato di riunire tutte queste discussioni in un unico documento, valutando le possibilità reali per porre fine alla guerra”, ha spiegato Zelensky. Il piano dovrebbe ora essere discusso dagli Stati Uniti con Kiev e Mosca.
Il cessare il fuoco
Il primo punto riguarda il cessate il fuoco. Il secondo, proposto da Washington, prevede la creazione di una fascia cuscinetto attraverso un arretramento reciproco delle forze, da trasformare in una zona economica libera sotto l’amministrazione di una parte terza. Il terzo capitolo riguarda le garanzie e gli impegni di Unione europea, Nato e Ucraina.
Un piano realistico
Secondo Zelensky, si tratta di proposte condivise con Stati Uniti ed Europa e maturate anche nel confronto con Mosca. “C’è qualcosa che potrebbe essere realistico”, ha affermato, aggiungendo che nessuna delle parti avrebbe sollevato obiezioni. Kiev attende ora una visita degli emissari americani Steve Witkoff e Jared Kushner, dopo l’ultima tornata di colloqui trilaterali svoltasi a Ginevra il 17 e 18 febbraio.
I missili russi
Il presidente ucraino ha inoltre affermato che la Russia dispone di circa 600-630 missili balistici e potrebbe arrivare a produrne fino a 1.300 all’anno. L’obiettivo di Mosca, secondo Zelensky, sarebbe raggiungere un ritmo di circa 100 missili al mese, soglia non ancora conseguita. Kiev, ha aggiunto, continua a colpire infrastrutture legate all’industria militare russa per ridurne le capacità produttive.
Il cardinale Zuppi a Mosca
Sul fronte diplomatico, il cardinale Matteo Zuppi ha annunciato una nuova missione in Russia. “Il ministro degli Esteri, chiamiamolo così, della Santa Sede partirà tra pochi giorni per la Russia. Io stesso spero di tornarci alla fine di settembre”, ha detto intervenendo a Tg2 Post. La Santa Sede, ha ribadito, “farà tutto il possibile per favorire la fine della guerra”, richiamando l’appello del Papa al dialogo, alla diplomazia e all’incontro.
Gli attacchi
Nella regione ucraina di Zaporizhzhia, le forze russe hanno colpito 40 centri abitati con 559 attacchi nelle ultime 24 ore, causando tre morti e venti feriti, secondo il capo dell’amministrazione militare regionale Ivan Fedorov. L’offensiva ha coinvolto soprattutto droni FPV, raid aerei e bombardamenti con lanciarazzi multipli.
Il fronte
Lungo la linea del fronte si sono registrati 254 combattimenti in 24 ore, con gli scontri più intensi nelle direttrici di Kostyantynivka e Pokrovsk. Lo Stato Maggiore ucraino riferisce di due attacchi missilistici russi, 98 raid aerei, quasi 12mila droni kamikaze e oltre 3.300 bombardamenti di artiglieria. In risposta, le forze ucraine hanno colpito aree di concentramento delle truppe russe, centri di controllo per droni e un posto di comando. Kiev riferisce inoltre di aver respinto numerosi assalti nei settori settentrionale, di Kursk e di Pivdenno-Slobozhansky.





