0
Trump stringe l’assedio economico sull’Iran, petrolio in rialzo, Hormuz semichiuso

Trump stringe l’assedio economico sull’Iran, petrolio in rialzo, Hormuz semichiuso

giovedì, 20 Agosto 2026
1 minuto di lettura

La “guerra economica” annunciata da Donald Trump contro l’Iran comincia già a produrre effetti sui mercati, mentre resta alta la tensione nello Stretto di Hormuz.

Il Brent è salito oltre i 94 dollari al barile e il Wti ha superato gli 87 dollari, ai massimi del mese, dopo che il presidente americano ha promesso “la più schiacciante operazione economica mai intrapresa contro un Paese” e pesanti conseguenze anche per chi continuerà a commerciare con Teheran.
La nuova strategia punta soprattutto a rendere più difficile l’aggiramento delle sanzioni attraverso società di comodo, trasferimenti di denaro, registri navali, intermediari finanziari e compratori del petrolio iraniano.

Nel mirino potrebbero finire in particolare soggetti cinesi: Pechino resta il principale sbocco commerciale per il greggio della Repubblica islamica e un’applicazione aggressiva delle sanzioni secondarie rischierebbe di aprire un nuovo fronte tra Washington e la Cina. Tra le opzioni già considerate dall’amministrazione americana figurano misure contro le raffinerie indipendenti cinesi e un ulteriore irrigidimento delle restrizioni bancarie.

Teheran replica

Teheran continua però a respingere le minacce. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha definito il “D-Day economico” una politica destinata al fallimento e accusato Washington di “terrorismo economico”, sostenendo che la Casa Bianca tenti così di distogliere l’attenzione dai problemi interni degli Stati Uniti. Secondo Araghchi, insistere sulla pressione porterà soltanto “ulteriori sconfitte” e accrescerà l’ostilità degli iraniani verso Washington.

Hormuz, traffico ai minimi

A complicare il quadro resta lo Stretto di Hormuz. I dati di Kpler citati da Reuters indicano che mercoledì sono transitate soltanto nove navi commerciali, lo stesso numero del giorno precedente: un livello molto inferiore alla normalità, nonostante Trump sostenga che la rotta sia “aperta”. Teheran continua invece a considerarla chiusa. I dati potrebbero tuttavia sottostimare i passaggi, perché alcune imbarcazioni navigano con i transponder spenti.

È in questo contesto che si inserisce l’operazione segreta rivelata da Axios: le forze statunitensi avrebbero creato nelle ultime settimane un corridoio protetto lungo il settore meridionale dello Stretto, vicino all’Oman, facendo transitare ogni notte tra 15 e 20 petroliere. Washington sostiene che il dispositivo consenta di movimentare circa 10 milioni di barili al giorno e sia stato reso possibile dalla distruzione o degradazione di parte dei sistemi radar e di sorveglianza iraniani.

La pressione resta anche militare. I Pasdaran hanno avvertito che in caso di una nuova guerra ricorrerebbero ad “armi più distruttive”. La combinazione tra minacce militari, stretta economica e riduzione dei traffici marittimi sta così trasformando Hormuz nel principale punto di pressione della crisi, con conseguenze che ormai si riflettono direttamente sui prezzi globali dell’energia.

Redazione

Redazione

“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

“Volo Roma – Teheran”, uno spettacolo racconta la violenza sulle donne

Quanti sono i volti della violenza? Nella giornata di oggi…

“Una pace negoziata è meglio di una guerra senza fine”

“Una pace negoziata è meglio di una guerra senza fine”.…