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Teheran minaccia le basi Usa in Europa. Trump chiude ai colloqui

mercoledì, 19 Agosto 2026
1 minuto di lettura

L’Iran avrebbe preso in considerazione la possibilità di colpire obiettivi militari statunitensi in Europa nel caso in cui Donald Trump decidesse una nuova escalation del conflitto. Secondo il Financial Times, che cita due fonti interne al regime, tra i possibili bersagli figurano installazioni utilizzate dalle forze americane in Bulgaria e a Cipro. Teheran starebbe dunque valutando di estendere per la prima volta la propria risposta militare oltre il Medio Oriente qualora Washington colpisse nuovamente le infrastrutture iraniane.

La Bulgaria ha autorizzato il mese scorso il dispiegamento nella base di Bezmer di fino a otto aerei cisterna statunitensi, mentre Londra ha consentito agli Usa di utilizzare le basi britanniche a Cipro per operazioni difensive contro l’Iran. Una delle fonti citate dal Financial Times sostiene che, se gli Stati Uniti “si spingessero troppo oltre”, Teheran potrebbe estendere le proprie azioni all’Europa. L’Iran ha inoltre avvertito i Paesi del Golfo che qualsiasi assistenza alle forze americane sarà considerata una partecipazione al conflitto.

Trump: “Nessun colloquio in corso”

Da Washington, intanto, Trump ha escluso una ripresa immediata del negoziato. “Non ci sono colloqui o conversazioni in corso, né in programma, con la Repubblica islamica dell’Iran”, ha scritto su Truth Social, contraddicendo le aperture formulate appena il giorno precedente dall’inviato Jared Kushner. Il presidente ha inoltre ribadito che il blocco navale americano resta in vigore e che, secondo Washington, lo Stretto di Hormuz è aperto alla navigazione.

Trump ha contemporaneamente rilanciato la provocatoria rivendicazione americana sullo Stretto, pubblicando una mappa di Hormuz con la scritta “Nuovo territorio Usa”. Teheran ha replicato promettendo di “correggere le sue illusioni” e continua a sostenere che il passaggio rimarrà chiuso finché gli Stati Uniti non rispetteranno le condizioni iraniane.

Hormuz, le navi passano dalla rotta omanita

Sul terreno, tuttavia, la capacità iraniana di controllare il traffico nello Stretto appare più limitata. Secondo dati Kpler citati dalla Cnn, nelle ultime due settimane oltre l’80% delle navi ha utilizzato il corridoio lungo la costa dell’Oman, protetto dalle forze americane e contestato da Teheran. Un mese fa, lungo quella rotta, il traffico era praticamente inesistente.

Nuova allerta anche negli Emirati Arabi Uniti, che hanno denunciato il lancio dall’Iran di due missili balistici diretti verso rotte marittime e caduti in mare. Teheran ha negato ogni responsabilità, definendo le accuse “prive di fondamento”. Abu Dhabi ha reagito sospendendo le transazioni commerciali e finanziarie con l’Iran.

Ghalibaf in Iraq, nuove sanzioni Usa

Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf è arrivato oggi in Iraq per una visita ufficiale, dichiarando che la “resistenza” avrebbe ormai superato i confini dell’Iran e della regione. Sullo sfondo della crisi mediorientale Washington ha inoltre imposto nuove sanzioni alla presidente della Corte penale internazionale Tomoko Akane e ad Abdoulaye Seye, accusandoli di aver partecipato alle iniziative della Corte contro cittadini di Paesi che non riconoscono la sua giurisdizione.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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