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Cisgiordania, ambasciatore Usa condanna le violenze dei coloni: “è terrorismo”

Cisgiordania, ambasciatore Usa condanna le violenze dei coloni: “è terrorismo”

giovedì, 13 Agosto 2026
1 minuto di lettura

L’ambasciatore degli Stati Uniti in Israele Mike Huckabee ha definito un “orribile atto di terrorismo” l’assedio condotto da coloni israeliani contro alcune famiglie palestinesi nei pressi di Nablus, in Cisgiordania. “Le azioni di coloro che hanno compiuto questo orribile atto di terrorismo, volto a intimidire e molestare questa famiglia, sono ripugnanti. Non ci sono scuse per un comportamento così violento”, ha scritto il diplomatico su X.

Le tensioni si concentrano nelle località palestinesi di Qusra e Jalud. Da domenica gruppi di cittadini israeliani avevano occupato terreni e bloccato l’accesso ad alcune abitazioni, erigendo barricate e installando tende e altri ostacoli.

Tra le case prese di mira c’è quella dell’americano-palestinese Lou Ridi, residente in Ohio: secondo quanto riferito all’Associated Press, suo fratello e suo nipote erano rimasti intrappolati nell’edificio senza possibilità di procurarsi cibo e acqua. Ridi ha denunciato anche interruzioni delle forniture di acqua ed elettricità e lanci di pietre contro la proprietà.

L’Idf smantella due avamposti

L’esercito israeliano è intervenuto dopo giorni di tensione. Nella notte le forze di sicurezza hanno demolito le strutture di due avamposti illegali costruiti alla periferia di Qusra e Jalud, confiscando materiale e fermando un cittadino israeliano. L’Idf aveva inoltre dichiarato l’area zona militare chiusa e inviato rinforzi.

Il giorno precedente i primi tentativi di sgombero avevano provocato scontri tra militari e coloni, con una iniziale difficoltà dell’esercito a liberare completamente la zona. La condanna di Huckabee assume particolare rilievo per la nettezza delle parole utilizzate dall’ambasciatore, tradizionalmente vicino alle posizioni della destra israeliana e del movimento dei coloni.

Tensione anche in Libano e Gaza

La tensione resta alta anche sugli altri fronti. Nel sud del Libano Israele ha condotto nuovi attacchi, mentre Washington ha preso le distanze dall’ipotesi di una presenza militare israeliana permanente oltre confine. Il ministro della Difesa Israel Katz ha invece ribadito che Israele non intende ritirarsi dalle “zone di sicurezza” mantenute in Libano, Siria e nella Striscia di Gaza.

A Gaza Hamas ha accusato Israele di compromettere gli sforzi per una tregua dopo un nuovo raid aereo, il primo da oltre una settimana, che secondo fonti locali ha provocato un morto e diversi feriti.

Sul più ampio fronte regionale resta infine lo stallo sullo Stretto di Hormuz. Il presidente americano Donald Trump ha nuovamente rivendicato il “pieno controllo” degli Stati Uniti sulla rotta strategica, mentre nello Yemen gli Houthi hanno attaccato il porto di Mocha, controllato dalle forze governative.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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