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Il Presidente USA, Donald Trump

Iran, Trump apre ai negoziati ma avverte: “Pronti a un’azione militare forte”. Oggi incontro con Netanyahu

martedì, 28 Luglio 2026
1 minuto di lettura

Donald Trump rilancia la possibilità di un accordo con l’Iran, ma mantiene aperta l’opzione militare. “Stiamo parlando in questo momento” e “c’è una buona possibilità che possa accadere qualcosa”, ha dichiarato il presidente americano, avvertendo tuttavia che Washington è pronta a riprendere rapidamente i bombardamenti qualora la diplomazia fallisse. In un colloquio con Axios, Trump ha parlato di negoziati “molto approfonditi” e di una possibile “azione militare forte”, precisando che non resta molto tempo: “O si procede rapidamente oppure niente”.

Secondo i mediatori regionali, nei contatti indiretti tra Stati Uniti e Iran sarebbero stati compiuti “passi in avanti”. L’amministrazione americana ha sospeso gli attacchi nel fine settimana per concedere spazio alla trattativa, ma Teheran continua a negare l’esistenza di negoziati diretti. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha ribadito che le comunicazioni con Washington possono avvenire soltanto attraverso intermediari, in particolare Qatar, Pakistan e Oman.
La Repubblica islamica respinge inoltre la ricostruzione di Trump, secondo il quale sarebbe stata Teheran a chiedere una tregua dopo essere stata “colpita molto duramente”. Le autorità iraniane sostengono che in dodici giorni di raid statunitensi siano morte almeno 60 persone e accusano Washington di utilizzare la sospensione delle operazioni come strumento di pressione negoziale.

La proposta dell’Oman

Il confronto si concentra soprattutto sullo Stretto di Hormuz. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto colloqui separati con gli omologhi dell’Arabia Saudita, Faisal bin Farhan, e dell’Oman, Badr al-Busaidi, per discutere la sicurezza della rotta marittima e il rafforzamento della cooperazione regionale.
Mascate ha presentato a Teheran una proposta per una gestione congiunta dello Stretto, sostenuta da diversi Paesi dell’area. Il progetto prevede contributi volontari da parte delle navi in transito, destinati alla sicurezza della navigazione, alla protezione ambientale e alle operazioni di ricerca e soccorso. Il modello indicato è quello dello Stretto di Malacca e punta a evitare che l’Iran eserciti un controllo esclusivo su una via attraverso la quale, prima della guerra, transitava circa un quinto delle forniture energetiche mondiali.

Netanyahu e Zelensky alla Casa Bianca

Il dossier iraniano sarà al centro dell’incontro di oggi alla Casa Bianca tra Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Il leader israeliano intende chiedere garanzie sul programma nucleare iraniano e opporsi a concessioni che limitino la libertà d’azione militare di Israele. Sul tavolo anche Gaza, Libano, Siria e l’ampliamento degli Accordi di Abramo. Trump ha ammesso l’esistenza di “piccole differenze” con Netanyahu, pur sostenendo che i due restano “piuttosto vicini”.
Prima del colloquio con Netanyahu, il presidente americano riceverà Volodymyr Zelensky. I due incontri, convocati mentre le guerre in Iran e in Ucraina attraversano una fase delicata, offriranno a Trump l’occasione per coordinare le posizioni degli alleati e valutare se proseguire sulla strada diplomatica o riaprire quella militare.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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