Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ha ottenuto un’importante vittoria in tribunale, riuscendo a bloccare temporaneamente la procedura di impeachment parlamentare legata allo scandalo “Farmgate”. L’Alta Corte del Capo Occidentale ha concesso un ordine provvisorio che impedisce alla commissione d’inchiesta di procedere con le udienze pubbliche, mentre il capo dello Stato contesta la legittimità del rapporto del 2022 che lo accusa di “potenziali gravi violazioni”. “Agli imputati è vietato procedere con un’udienza pubblica di impeachment in attesa della decisione di questa Corte”, ha dichiarato il giudice Andre le Grange. Il caso “Farmgate” — il ritrovamento di 580.000 dollari nascosti in un divano nella tenuta presidenziale di Phala Phala — ha rappresentato uno dei momenti più critici della carriera di Ramaphosa, minacciando la sua leadership nell’African National Congress (ANC). Le accuse di corruzione e cattiva gestione hanno contribuito alla perdita della maggioranza parlamentare dell’ANC nelle elezioni del maggio 2024, le più combattute dalla fine dell’apartheid. Ramaphosa, 73 anni, ha sempre negato ogni illecito, sostenendo che il denaro provenisse dalla vendita di bufali e ribadendo la sua intenzione di non dimettersi. La sentenza di venerdì rafforza temporaneamente la sua posizione, mentre attende l’esito di un’altra causa che contesta le conclusioni della commissione indipendente. Il portavoce presidenziale Vincent Magwenya ha dichiarato che Ramaphosa “rispetta la decisione della Corte e i principi di indipendenza della magistratura e separazione dei poteri sanciti dalla Costituzione”. Gli analisti politici ritengono che il presidente possa mantenere il potere anche se la procedura di impeachment dovesse riprendere.


