La Gran Bretagna e l’Unione Europea hanno firmato martedì a Bruxelles un trattato storico sullo status di Gibilterra, chiudendo anni di incertezza politica sul territorio britannico d’oltremare e aprendo la strada a un regime di frontiera più fluido con la Spagna. L’accordo, frutto di negoziati intensi e di un’intesa preliminare raggiunta lo scorso anno, mira a ridurre le frizioni quotidiane che hanno segnato la vita dei residenti dopo la Brexit.
Il documento è stato firmato dal Commissario europeo al Commercio Maroš Šefčovič, dal Ministro britannico per gli Affari Europei Stephen Doughty, dal ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares Buéno e dal Primo Ministro di Gibilterra Ábian Picardo. Una foto di famiglia che, per la prima volta dal 2016, restituisce l’immagine di un equilibrio possibile tra Londra, Bruxelles e Madrid.
Il trattato introduce un sistema di attraversamento semplificato: i residenti di Gibilterra potranno entrare in Spagna con la carta di soggiorno, senza timbri sul passaporto; i cittadini spagnoli potranno fare lo stesso con un documento d’identità nazionale. Una misura che riduce code, controlli e tensioni in un’area dove migliaia di persone attraversano il confine ogni giorno per lavoro.
Più complesso il capitolo aeroportuale. Chi arriva all’aeroporto di Gibilterra dovrà mostrare il passaporto sia agli agenti locali sia a quelli spagnoli, in un sistema che Londra vorrebbe modellare sull’esperienza della stazione di St Pancras per l’Eurostar: controlli integrati, ma mantenendo la distinzione giuridica tra le due autorità. Gibilterra, enclave strategica all’estremità meridionale della Spagna, fu ceduta alla Gran Bretagna con il Trattato di Utrecht del 1713, che pose fine alla Guerra di Successione Spagnola. Da allora è rimasta un punto sensibile nelle relazioni bilaterali, diventato ancora più delicato dopo la Brexit.





