Oltre 1,3 milioni di migranti senza permesso hanno presentato domanda di regolarizzazione in Spagna entro la scadenza di martedì, ma la Corte Suprema ha segnalato che potrebbe annullare la legge.
Il provvedimento, voluto dal premier Pedro Sánchez, concede un anno di residenza e un permesso di lavoro rinnovabile, ma rischia di scontrarsi con il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, entrato in vigore il 12 giugno.
Il governo stimava circa un milione di approvazioni, cifra che renderebbe l’amnistia la più grande nella storia europea, superando quella italiana del 2002.
A livello mondiale, solo gli USA di Ronald Reagan nel 1986 avevano regolarizzato più persone: 2,7 milioni. Sánchez ha difeso la misura come necessaria per sostenere la crescita economica e contrastare il calo demografico, destinando 505 milioni di euro all’integrazione e alla gestione delle domande. Secondo il premier, senza migranti il PIL spagnolo si ridurrebbe del 19% entro il 2050. Ma la Spagna resta un’eccezione in un’Europa che chiude le frontiere.
I partiti Popolare e Vox, in testa nei sondaggi, hanno impugnato la legge davanti alla Corte Suprema, sostenendo che Sánchez abbia agito in modo incostituzionale, aggirando il Parlamento. La Corte ha indicato che l’amnistia “potrebbe confliggere” con le norme europee e ha chiesto consultazioni con la Commissione UE e gli altri Stati membri.
Il premier ha ricevuto il sostegno di sindacati, imprese e persino di Papa Leone XIV, che ha lodato la politica di accoglienza come “l’unica moralmente accettabile”.
I dati economici sembrano dargli ragione: tra 2018 e 2025, il 44% dei nuovi posti di lavoro è stato occupato da stranieri, mentre la disoccupazione è scesa di oltre 4 punti. Con circa 10 milioni di residenti nati all’estero, la Spagna è oggi uno dei Paesi più multiculturali d’Europa. Ma la decisione della Corte Suprema potrebbe trasformare la più grande regolarizzazione della storia europea in un nuovo terreno di scontro tra Bruxelles e Madrid.






valutate piuttosto il rimpatrio in massa in alternativa dovrebbero rimanere in territorio Spagnolo senza libera circolazione in Europa.