Colpo di scena nel caso dell’omicidio di Brian Thompson, amministratore delegato di UnitedHealthcare ucciso a Manhattan nel dicembre 2024. Gli avvocati di Luigi Mangione, 28 anni, hanno ritirato la strategia della difesa psichiatrica, annunciata appena un giorno prima davanti al giudice Gregory Carro. Una retromarcia che cambia radicalmente il quadro del processo statale per omicidio. La difesa aveva inizialmente dichiarato l’intenzione di dimostrare che Mangione si trovava in uno stato di “estrema agitazione emotiva” al momento del delitto, una linea che avrebbe potuto ridurre l’accusa da omicidio a omicidio preterintenzionale, con una pena sensibilmente più bassa.
Ma la scelta avrebbe comportato la necessità di ammettere l’uccisione di Thompson, pur con circostanze attenuanti. Secondo esperti legali citati dai media statunitensi, la difesa psichiatrica è diversa dal più radicale “non colpevole per infermità mentale”: non mira all’assoluzione, ma a una condanna meno severa. La rinuncia è arrivata alla vigilia della scadenza fissata per consegnare alla procura di Manhattan la documentazione clinica a sostegno della tesi. Mangione, che si è dichiarato non colpevole sia nel procedimento statale sia in quello federale, è comparso in aula mercoledì mentre il giudice discuteva la strategia difensiva poi abbandonata.
Il prossimo appuntamento è fissato per l’11 agosto, mentre il processo statale inizierà l’8 settembre. Parallelamente, il giovane deve affrontare anche accuse federali di stalking, che prevedono una pena massima fino all’ergastolo. Thompson, 50 anni, padre di due figli, era stato colpito alle spalle da un uomo mascherato il 4 dicembre 2024, mentre entrava in un hotel di Midtown per partecipare a una conferenza annuale con gli investitori. L’omicidio aveva scosso il mondo finanziario e attirato l’attenzione nazionale.





