Nuova e pericolosa escalation nel confronto tra Stati Uniti e Iran. Nella notte le forze armate americane hanno lanciato una vasta operazione militare contro obiettivi strategici nel sud della Repubblica islamica, colpendo sistemi di difesa aerea, radar di sorveglianza, centri di comando e infrastrutture dedicate alla gestione dei droni. La risposta di Teheran non si è fatta attendere.
Le autorità iraniane hanno annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz a tutte le navi e alle petroliere, una decisione che rischia di avere conseguenze immediate sul commercio energetico globale e sulla stabilità dell’intera regione del Golfo Persico.
Secondo quanto riferito da Axios, un alto funzionario statunitense ha confermato l’avvio delle operazioni militari dopo che il segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva dichiarato mercoledì sera che le forze americane erano pronte a eseguire “colpi forti” contro obiettivi chiave iraniani.
L’avvertimento
“Colpiremo l’Iran con forza stanotte”, aveva affermato Hegseth, precisando che il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) sarebbe stato impegnato nelle ore successive nell’esecuzione delle missioni. Poche ore dopo, la stessa Centcom ha confermato l’operazione attraverso un comunicato pubblicato sulla piattaforma X: “Abbiamo iniziato attacchi contro molteplici obiettivi in Iran in risposta all’aggressione iraniana continua e ingiustificata”.
Anche il Presidente Donald Trump è intervenuto sulla vicenda durante un’intervista concessa a Fox News. Il Capo della Casa Bianca ha dichiarato che caccia statunitensi stanno operando nei cieli iraniani e di aver avuto contatti diretti con rappresentanti di Teheran.
“Gli iraniani mi hanno chiesto di fermare i bombardamenti… e i bombardamenti si fermeranno presto”, ha affermato Trump, senza tuttavia escludere ulteriori operazioni militari.
Obiettivi al Sud
Fonti dell’amministrazione americana precisano che tutti gli obiettivi colpiti si trovano nel sud dell’Iran e riguardano principalmente sistemi di difesa aerea, radar, centri di comando e strutture dedicate al controllo dei droni. L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di ridurre le capacità difensive e di sorveglianza iraniane nell’area dello Stretto di Hormuz, considerato uno dei punti strategici più importanti per il traffico energetico mondiale. I media iraniani riferiscono di numerose esplosioni registrate nelle vicinanze della base militare di Bandar Abbas, nel porto della città, oltre che nelle località di Sirik, Minab e in altre aree costiere meridionali. Attivazioni dei sistemi di difesa aerea sono state segnalate anche nelle province di Bushehr, Fars e Isfahan.





