Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha incriminato quindici persone per una frode “scioccante” da 90 milioni di dollari ai danni dei programmi federali di assistenza alimentare. Tra i condannati figura Aimee Bock, fondatrice e direttrice dell’organizzazione non profit Feeding Our Future, ritenuta la mente di un sistema che avrebbe dirottato fondi destinati ai pasti per bambini e famiglie vulnerabili verso conti privati, immobili e auto di lusso.
L’inchiesta, condotta dagli agenti federali e dal procuratore del Minnesota, è considerata una delle più vaste operazioni anticorruzione mai avviate nello Stato. Secondo l’accusa, i gruppi coinvolti avrebbero falsificato documenti e gonfiato il numero dei beneficiari per ottenere rimborsi milionari dal programma federale per la nutrizione infantile. I fondi, invece di finanziare mense e centri di distribuzione, sarebbero stati spesi per ville, viaggi e gioielli.
Il Dipartimento di Giustizia ha definito il caso “una violazione oltraggiosa della fiducia pubblica”, sottolineando che la frode è avvenuta in piena pandemia, quando la domanda di aiuti alimentari era ai massimi livelli. Aimee Bock, già arrestata nel 2022, è stata ora formalmente condannata come “capo” dell’organizzazione criminale.
La sentenza, emessa dal tribunale federale di Minneapolis, prevede una pena severa, mentre gli altri imputati attendono il processo. Le autorità hanno sequestrato beni per oltre 50 milioni di dollari e avviato la restituzione dei fondi al programma federale.
Il caso ha scosso l’opinione pubblica del Minnesota, dove Feeding Our Future era considerata un pilastro della solidarietà locale. Il procuratore ha dichiarato che “ogni dollaro sottratto è un pasto negato a un bambino”, promettendo ulteriori indagini su altre organizzazioni sospette. Per il Dipartimento di Giustizia, la vicenda segna un precedente pesante nella lotta contro le frodi nei programmi di assistenza pubblica.


