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Cannes 2026, il cinema sfida il presente. Ma l’Italia resta fuori scena

La 79ª edizione del Festival di Cannes accende i riflettori sul cinema d’autore internazionale tra conflitti globali, nuove tecnologie e impegno civile. Grande assente il cinema italiano
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Dal 12 al 23 maggio la Croisette torna a essere il cuore pulsante del cinema mondiale con la 79ª edizione del Festival di Cannes, appuntamento simbolo del grande cinema d’autore internazionale. In un panorama audiovisivo dominato sempre più dalle piattaforme streaming e dai blockbuster commerciali, Cannes rilancia con forza il valore del cinema come strumento culturale, politico e sociale, puntando su opere capaci di leggere il presente e interrogare il futuro.

Quella di quest’anno si presenta come un’edizione fortemente segnata dall’attualità. Guerre, crisi identitarie, memoria storica, trasformazioni sociali e Intelligenza Artificiale attraversano, infatti, gran parte dei film in programma. Un Festival che sembra voler riaffermare il ruolo dell’arte cinematografica come spazio di riflessione critica e testimonianza del nostro tempo.

A colpire, però, è anche un’assenza significativa, quella del cinema italiano, escluso dal concorso principale e poco rappresentato nelle sezioni collaterali. Una mancanza che riaccende il dibattito sul momento attraversato dalla produzione italiana, sempre più in difficoltà nel competere nei grandi festival internazionali.

Il ritorno del grande cinema d’autore

Sul tappeto rosso sfileranno alcuni dei registi più influenti del panorama contemporaneo, molti dei quali profondamente legati alla storia del Festival. Cannes conferma così la sua vocazione di casa del cinema indipendente e autoriale, capace di accogliere tanto i maestri consacrati quanto le nuove voci emergenti. La selezione ufficiale alterna, infatti, firme storiche a giovani autori pronti a raccontare il mondo con linguaggi nuovi e sensibilità differenti. L’obiettivo della manifestazione sembrerebbe essere quella di riportare il cinema al centro del dibattito culturale globale, valorizzando opere che esplorano l’umanità nelle sue dimensioni più intime, fragili e contraddittorie.

I film più attesi

Tra le opere più attese di questa edizione figurano “Amarga Navidad” di Pedro Almodóvar, nuovo lavoro del regista spagnolo che torna a indagare i rapporti familiari e il tema della perdita; “Coward” del giovane talento belga Lukas Dhont, già premiato a Cannes per “Close”; “Sheep in the Box” del maestro giapponese Hirokazu Kore’eda; “Histoires Parallèles” dell’iraniano Asghar Farhadi, sempre attento ai conflitti morali e sociali del presente; “Fatherland” di Paweł Pawlikowski e “Paper Tiger” dell’americano James Gray.

Molti dei film in concorso affrontano temi universali e profondamente contemporanei come il peso della memoria, le conseguenze dei conflitti, le fragilità delle relazioni umane, le trasformazioni sociali e l’impatto sempre più invasivo delle nuove tecnologie nelle nostre vite. Grande attenzione anche alle cinematografie asiatiche e mediorientali, sempre più protagoniste nelle grandi rassegne internazionali grazie alla capacità di raccontare il presente con sguardi originali e spesso lontani dalle logiche del mercato occidentale.

Le star internazionali in giuria e sul red carpet

Come da tradizione, Cannes non rinuncia al glamour. Tra le star attese sulla Croisette figurano Peter Jackson, Barbra Streisand, Adam Driver, Monica Bellucci, Cate Blanchett, Scarlett Johansson, Rami Malek e Miles Teller. La Palma d’oro alla carriera sarà assegnata proprio a Peter Jackson e Barbra Streisand, due figure simboliche della storia del cinema internazionale.

Anche la giuria del concorso principale riunisce personalità di primo piano del cinema mondiale. A presiederla è il regista sudcoreano Park Chan-wook, autore di culto di film come “Oldboy” e “Decision to Leave”. Accanto a lui Demi Moore, Chloé Zhao, Stellan Skarsgård, Ruth Negga, Laura Wandel, Paul Laverty, Isaach de Bankolé e Diego Céspedes.

Cannes tra politica, guerra e Intelligenza Artificiale

Fin dalle prime conferenze stampa il Festival ha mostrato una forte attenzione ai temi politici e sociali che attraversano il mondo contemporaneo. Park Chan-wook ha ribadito il valore della libertà d’espressione e il ruolo del cinema come strumento di resistenza culturale. Demi Moore ha, invece, affrontato il tema dell’Intelligenza Artificiale, argomento sempre più centrale nell’industria cinematografica dopo gli scioperi che negli ultimi anni hanno coinvolto sceneggiatori e attori a Hollywood. “L’intelligenza artificiale è qui”, ha dichiarato l’attrice, “e pensare di poterla fermare significa combattere una battaglia destinata a essere persa. La vera sfida è capire come conviverci senza perdere l’identità creativa umana”.

Non sono mancati riferimenti alla guerra a Gaza e alle tensioni internazionali. Paul Laverty, storico collaboratore di Ken Loach e membro della giuria, ha espresso solidarietà agli artisti finiti al centro delle polemiche per le loro prese di posizione sul conflitto mediorientale, citando tra gli altri Susan Sarandon, Javier Bardem e Mark Ruffalo. Ancora una volta Cannes si conferma, così, una piattaforma globale in cui arte, politica e società si intrecciano inevitabilmente.

L’omaggio a “Fast & Furious”

Tra gli appuntamenti più seguiti di questa edizione anche la proiezione celebrativa per i 25 anni di “Fast & Furious”, che ha richiamato una sala gremita di appassionati. Particolarmente emozionante il discorso di Vin Diesel, che ha ricordato il legame umano nato sul set della saga e omaggiato il compianto Paul Walker, accolto dall’applauso del pubblico e della figlia Meadow Walker.

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