Un’operazione internazionale durata due settimane ha inferto uno dei colpi più duri degli ultimi anni alle reti del narcotraffico transatlantico, smantellando quella che le autorità definiscono da tempo la vera e propria “autostrada della cocaina” tra America Latina ed Europa. Coordinata da Europol, la missione ha portato al sequestro di oltre 12 tonnellate di cocaina e quasi 10 tonnellate di hashish, all’intercettazione di otto imbarcazioni e all’arresto di 54 persone coinvolte nei traffici. Le forze dell’ordine sono state dispiegate in un’ampia area dell’Atlantico compresa tra le Canarie e le Azzorre, un tratto di mare dove negli ultimi anni si è intensificato il passaggio di carichi illegali.
L’obiettivo era individuare e seguire le imbarcazioni che effettuavano trasferimenti di droga in mare aperto, una tecnica sempre più usata dai cartelli per evitare i controlli nei porti principali. Secondo Europol, i trafficanti stanno adottando “rotte marittime frammentate”, suddividendo i carichi in più fasi per ridurre i rischi e rendere più difficile l’intercettazione. La recente operazione conferma un cambiamento già segnalato dagli investigatori: la cocaina viene spostata sempre più lontano dalle rotte tradizionali, con passaggi intermedi in mare che coinvolgono navi madre, pescherecci e imbarcazioni veloci.
Una strategia che richiede coordinamento internazionale e capacità di analisi in tempo reale, elementi che hanno permesso alle forze dell’ordine di colpire in modo mirato. Jean‑Philippe Lecouffe, vicedirettore esecutivo di Europol, ha definito il risultato “un duro colpo alle reti criminali”, sottolineando come le informazioni raccolte saranno ora utilizzate per mappare meglio le organizzazioni coinvolte e anticiparne le mosse. L’operazione, ha aggiunto, dimostra che anche i gruppi più flessibili e globalizzati possono essere contrastati con un approccio cooperativo e tecnologicamente avanzato.





