Dopo anni di arretramento in Africa occidentale, segnati dal ritiro delle truppe da Mali, Burkina Faso e Niger e dalla perdita di influenza politica a favore di Russia e Cina, la Francia prova a rimettersi in gioco.
Il vertice internazionale di Nairobi, dedicato alla sicurezza regionale e allo sviluppo economico, è diventato per Parigi l’occasione per presentare una nuova postura: meno interventista, più cooperativa, più attenta alle priorità africane. La delegazione francese, guidata dal ministro degli Esteri, ha insistito sulla necessità di “ricostruire fiducia” dopo anni di tensioni con diversi governi saheliani.
L’obiettivo è rilanciare partenariati su energia, infrastrutture e lotta al terrorismo, ma con un approccio che eviti l’immagine di ingerenza che ha alimentato sentimenti anti‑francesi in molte capitali della regione. Parigi punta anche a rafforzare il coordinamento con Kenya, Ghana e Costa d’Avorio, considerati interlocutori più stabili in un continente attraversato da colpi di Stato e rivalità geopolitiche.
Il vertice arriva in un momento in cui la presenza russa, attraverso il gruppo Wagner e le sue evoluzioni, continua a espandersi, mentre la Cina consolida la sua influenza economica. Per la Francia, il rischio è quello di essere percepita come una potenza in declino, incapace di adattarsi ai nuovi equilibri africani.
Gli analisti sottolineano che il successo della strategia francese dipenderà dalla capacità di ascoltare le richieste africane e di proporre partnership realmente paritarie. Il Kenya, che si propone come mediatore regionale, vede nel coinvolgimento europeo un’opportunità per bilanciare le pressioni esterne e sostenere la stabilità dell’Africa orientale e occidentale.






