Costruire il futuro dei pagamenti significa potenziare le infrastrutture domestiche, ma anche guardare oltre i confini nazionali. È questo il messaggio lanciato dal governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, intervenuto all’evento ‘Cross-Border Payments at a Turning Point’ presso l’ambasciata d’Italia a Londra. Panetta ha ribadito che la trasformazione digitale “può modificare l’architettura monetaria, ma non le sue fondamenta”, sottolineando come la tecnologia non possa sostituire la credibilità della banca centrale e l’autorità dello Stato, elementi cardine della fiducia nella moneta. “La moneta di banca centrale deve restare lo strumento ultimo di regolamento – ha affermato – e operare in continuità con le soluzioni di pagamento private, così da garantire un’innovazione efficiente e sicura”.
Il governatore ha richiamato la roadmap del G20 sui pagamenti internazionali, che indica il percorso per migliorare l’efficienza e la trasparenza nei trasferimenti transfrontalieri. “Ora spetta ai singoli paesi tradurre l’agenda globale in iniziative nazionali concrete”, ha osservato Panetta. Per le economie che sono ancora distanti dagli obiettivi prefissati, le misure d’azione del G20 “offrono un percorso per rafforzare le infrastrutture nazionali e rimuovere i colli di bottiglia”.
Duplice compito
Le economie più avanzate, invece, sono chiamate a un duplice compito: “assumere un ruolo di guida a beneficio delle economie più vulnerabili e contribuire alla stabilità del sistema globale”. Ma per Panetta l’efficienza da sola non basta. Pagamenti più rapidi, trasparenti e a basso costo avranno reale valore solo se sostenuti da infrastrutture aperte, interconnesse, resilienti e affidabili. In un contesto internazionale segnato da rivalità strategiche e tensioni geopolitiche, ha ammonito, “preservare un sistema globale che privilegi la connessione rispetto alla divisione non è soltanto auspicabile: è indispensabile”.





