“Ora e sempre Resistenza”. Sergio Mattarella è partito da qui, da una frase che non resta confinata alla memoria, ma entra in un presente costellato da tante, tantissime divisioni non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Ma prima di tutto a San Severino Marche il Capo dello Stato ha riportato il 25 aprile al suo significato: “La festa di tutti gli italiani amanti della libertà”.
Nessun richiamo a schemi concettuali: “A muoverci non sono astratte posizioni ideologiche. A muoverci è amor di Patria”. Il passaggio non è restato astratto. Mattarella ha elencato i volti di quella scelta. I militari lasciati senza ordini dopo l’8 settembre 1943. I giovani che rifiutarono la Repubblica sociale e scelsero le formazioni partigiane. I contadini strappati alla terra e obbligati ai lavori della Linea Gotica. Le famiglie colpite dalla violenza. I sacerdoti uccisi per rappresaglia, come don Enrico Pocognoni. I carabinieri che persero la vita: “Questa la storia, scritta con la loro vita”.
Il Presidente ha legato quel racconto al presente con un richiamo netto. Ha citato William Faulkner: il passato non è mai morto, non è neanche passato. “Ciò che è accaduto vive nelle conseguenze che ha prodotto”. Da qui la linea: “ora e sempre Resistenza”. Non una formula, ma un impegno che riguarda la Repubblica.
Pace
Poi il nodo centrale: la pace. Le dittature del Novecento avevano fatto della guerra un valore. Da quella stagione, ha detto Mattarella, arriva una sola invocazione: pace “per ogni persona. Pace come diritto di ogni popolo. Pace per ogni Paese”. È questo il senso della Resistenza: opporsi alla violenza dell’uomo sull’uomo. Da lì nasce la Repubblica, costruita dopo la guerra, contro l’occupazione e contro chi aveva scelto di affiancarla.
Una Repubblica che prende forma dal referendum istituzionale e dalla Costituzione, con l’obiettivo di avviare un futuro diverso. Nel discorso è entrato anche il contesto internazionale. Accanto agli italiani combatterono partigiani di altri Paesi. Libertà e giustizia non hanno confini. Da quella esperienza nascono le Nazioni Unite e il percorso europeo. Mattarella ha avvertito sul rischio di indebolire quei passaggi proprio mentre i conflitti tornano al centro dello scenario globale. Reagire alla guerra, ha aggiunto, significa rafforzare istituzioni comuni di pace e renderle più efficaci. L’Italia, per il Capo dello Stato, resta raccolta intorno alla Costituzione e guarda alle sfide future insieme agli altri popoli europei.
Il Capo dello Stato ha poi richiamato anche alcune figure di quella stagione: Carlo Alberto Dalla Chiesa, Enrico Mattei, Sandro Pertini. Percorsi diversi, segnati da scelte maturate durante la Resistenza e poi tradotte in responsabilità pubbliche. Da lì nasce una classe dirigente che incide nella storia del Paese.
Da ricordare che ieri a Roma, in mattinata, Mattarella ha depostola corona al Milite Ignoto all’Altare della Patria insieme al Presidente del Consiglio e alle altre cariche dello Stato. Poi il viaggio nelle Marche.
I ricordi
Proprio Giorgia Meloni ha richiamato la fine dell’occupazione nazista e la sconfitta del fascismo come passaggio decisivo per libertà e democrazia e ha sottolineato i valori della Costituzione e parla di una giornata che deve restare momento di riflessione e coesione. Giuseppe Conte a Napoli ha richiamato il carattere antifascista della Carta e ha cantato ‘Bella ciao’ mentre Elly Schlein, da Sant’Anna di Stazzema, ha definito il fascismo un reato e ha richiamato la memoria delle stragi come impegno per il presente. Matteo Salvini ha parlato di una ricorrenza che appartiene a tutti.
Scontri
Fuori dalle cerimonie la giornata si è mossa su un altro piano. A Milano la Brigata Ebraica è stata contestata durante il corteo. “Siete solo saponette mancate” è stato solo uno degli insulti rivolti ai partecipanti. Fischi e tensioni hanno accompagnato il passaggio del gruppo. Emanuele Fiano ha parlato di una situazione mai vista in anni di partecipazione. A Roma militanti di +Europa hanno parlato di aggressioni. Il Presidente Matteo Hallissey è stato soccorso dal 118 e trasportato in ospedale dopo scontri con altri gruppi. I promotori hanno parlato di attacchi contro chi ha esposto bandiere ucraine.





