Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin esclude al momento un ritorno al gas russo, ribadendo l’allineamento del governo italiano alle posizioni dell’Unione europea. Eventuali valutazioni future, ha precisato, saranno affrontate a livello comunitario. Il contesto internazionale resta però incerto, in particolare per le tensioni nel Golfo Persico e per la situazione nello Stretto di Hormuz, su cui il ministro auspica stabilità, pur riconoscendo la difficoltà di fare previsioni a breve termine. Sul piano interno Pichetto Fratin non vede rischi immediati di razionamenti energetici, ma sottolinea la forte dipendenza dell’Italia dall’estero, pari all’80%.
La crisi in corso evidenzia la necessità di rafforzare l’autonomia energetica. Le rinnovabili, come fotovoltaico ed eolico, rappresentano una parte della soluzione, ma la dipendenza dall’estero riguarda anche le tecnologie. Per questo il ministro indica nel nucleare una possibile risposta di lungo periodo: il Parlamento sta lavorando a un disegno di legge quadro per introdurre reattori di nuova generazione, più piccoli e moderni, in grado di garantire energia sufficiente e prezzi competitivi.
Sul fronte dei carburanti, non emergono criticità diffuse, anche se non si escludono ritardi logistici. Per quanto riguarda le bollette, il governo mantiene alta l’attenzione su famiglie e imprese, ma ogni decisione dipenderà dall’evoluzione di uno scenario definito “molto volatile”. Il Ministro ha ricordato il recente intervento che ha ridotto il costo dell’energia elettrica di circa il 20%, sottolineando però che le tensioni nel Golfo Persico, esplose poco dopo, rendono oggi più difficile prevedere l’andamento dei prezzi.





