I colloqui tra Francia e Germania sull’acquisto e lo sviluppo congiunto degli aerei da combattimento FCAS si sono bloccati, dopo settimane di tentativi infruttuosi da parte dei mediatori di superare le divergenze tecniche e industriali. Il programma, considerato il pilastro della futura difesa europea, avrebbe dovuto segnare una nuova fase di cooperazione strategica tra i due Paesi, ma le tensioni tra i partner e le aziende coinvolte hanno finito per paralizzare il tavolo negoziale.
Secondo fonti diplomatiche, il nodo principale riguarda la ripartizione delle competenze e dei profitti tra Dassault Aviation, capofila francese, e Airbus Defence and Space, rappresentante tedesco. Parigi insiste per mantenere il controllo sul design e sui sistemi di volo, mentre Berlino chiede maggiore accesso alle tecnologie e una divisione più equa dei contratti. I mediatori europei, incaricati di trovare un compromesso, non sono riusciti a conciliare le posizioni, lasciando il progetto in una fase di stallo che rischia di compromettere anni di lavoro. Il programma FCAS, che dovrebbe sostituire entro il 2040 gli attuali Rafale e Eurofighter, è stimato in oltre cento miliardi di euro e rappresenta uno dei più ambiziosi progetti di difesa comune del continente.
Il blocco dei colloqui arriva in un momento delicato per l’industria militare europea, alle prese con la necessità di rafforzare la propria autonomia strategica in un contesto globale sempre più instabile. A Parigi e Berlino si moltiplicano le pressioni politiche per riaprire il dialogo, ma gli analisti avvertono che la fiducia reciproca è ormai incrinata. Senza un accordo, il sogno di un caccia europeo di nuova generazione rischia di trasformarsi in un simbolo delle difficoltà dell’Europa nel costruire una vera difesa comune.


