Almeno sei persone sono state uccise a Kiev dopo che un uomo armato ha aperto il fuoco e preso degli ostaggi in un edificio commerciale nel centro della capitale ucraina. L’attacco, avvenuto nel tardo pomeriggio, ha scatenato il panico tra i passanti e costretto le forze di sicurezza a un massiccio intervento. Secondo le prime ricostruzioni, l’aggressore avrebbe fatto irruzione armato di fucile automatico, sparando contro i presenti prima di barricarsi all’interno con alcune persone, tra cui dipendenti e clienti. La polizia ha circondato l’area e avviato una lunga operazione di negoziazione, mentre le unità speciali si preparavano a un possibile assalto.
Dopo ore di tensione, gli agenti hanno fatto irruzione nell’edificio, neutralizzando l’uomo e liberando gli ostaggi. Le autorità hanno confermato il bilancio di sei vittime e diversi feriti, alcuni in condizioni gravi. L’identità dell’attentatore non è stata ancora resa pubblica, ma fonti investigative parlano di un cittadino ucraino con precedenti per violenza armata.
Il presidente ha espresso cordoglio alle famiglie delle vittime e ha promesso un’indagine completa per chiarire le motivazioni del gesto, mentre il governo ha convocato una riunione straordinaria sulla sicurezza interna. L’episodio riapre il dibattito sulla diffusione delle armi e sulla fragilità del tessuto sociale in un Paese già provato da anni di guerra e tensioni. Kiev, che negli ultimi mesi aveva cercato di tornare a una parvenza di normalità, si ritrova ora di nuovo sotto shock, in una notte che segna una ferita profonda nella vita civile della capitale.





